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La Pinacoteca di Brera diventa la casa dei pittori

La Pinacoteca di Brera diventa un laboratorio creativo,dove i visitatori potranno anche apprezzare il ”fare pittura” a fianco dei capolavori contenuti nel museo. Dal 7 novembre, ogni sabato mattina, si svolge un’azione didattica promossa dalla Nuova Scuola di Colorito di Brera. Tanti pittori, muniti di cavalletti, tavolozze, colori e pennelli lavoreranno in pubblico, permettendo di far vedere le tecniche pittoriche, lasciando vivere l’emozione, la suggestione, la profondità, il fascino e l’intensità del gesto pittorico e l’espressività della materia.

Il progetto, ideato e operato da Ignazio Gadaleta, artista e docente di Pittura e Cromatologia all’Accademia di Belle Arti di Brera, rappresenta l’ideale controcampo pittorico delle numerose iniziative che negli ultimi anni hanno riportato il disegno al centro dell’esperienza in Pinacoteca (kit da disegno, valigia Piera, draw bench), riscuotendo uno straordinario successo. Particolare attenzione è focalizzata sul colore che fin dalla grande Scuola Veneta del Cinquecento s’impone su ogni altra componente linguistica dell’arte italiana. Giacomo Balla nel suo Manifesto del colore (Roma 1918) lo promuoveva a ”privilegio tipico del genio italiano”, una sorta di ponte che attraversa la storia, nella relazione creativa fra l’antico, le origini della modernità e il presente continuo. Occorre tuttavia comprendere la distinzione tra il colore delle cose, e il colorito in quanto intelligenza del costrutto linguistico della pittura. Il ”colorire” fin dalle origini della letteratura artistica indica infatti il risultato dell’azione dei pittori, in sinergia con il ”disegno” e l’”invenzione” come già sostenuto da Paolo Pino nel suo Dialogo di Pittura (Venezia 1548). Mentre il primo a operare una distinzione fra colore e colorito fu Lodovico Dolce con il Dialogo della pittura intitolato l’Aretino (Gabriel Giolito de’ Ferrari, Venezia 1557), la distinzione fra couleur e coloris è stata poi ripresa e sviluppata da Roger De Piles nel Dialogue sur le coloris (Nicolas Langlois, Paris 1673).

Brera ha già avuto la sua Scuola di Colorito, istituita nel 1794 e condotta dai pittori Martin Knoller e Giuseppe Gaudenzio Mazzola. La Scuola fu abolita nel 1834 e nel frattempo, il termine ”colorito” scompare dalla consapevolezza corrente sia fra i pittori sia fra gli storici e critici d’arte. Dopo circa duecento anni, gli esempi dei grandi maestri esposti lungo il nuovo percorso emozionale della Pinacoteca hanno suggerito al pittore Gadaleta l’idea di sperimentare insieme ad alcuni allievi l’attualizzazione di una pittura di puro colore, oscillante fra radicalità pigmentarie e virtualità digitali.

Il progetto della Nuova Scuola di Colorito di Brera è condiviso da James M. Bradburne, direttore della Pinacoteca, nell’ambito di una visione che intende incoraggiare il dialogo produttivo fra le istituzioni che compongono la ricca varietà culturale di Palazzo Brera, e configurare il museo come vivo laboratorio di ricerca, proseguendo nel recupero della sua migliore tradizione: «Perché Brera non è l’hortus conclusus del collezionista, il museo delle “preziosità”: Brera è una galleria nazionale di ampio tessuto storico, creata da Napoleone ad “educazione del popolo” secondo un profondo pensiero illuministico che noi, eredi, non possiamo tradire» (Fernanda Wittgens).

L’iniziativa, per la sua potenza espressiva e la sua originalità, non poteva non incuriosire una grande realtà produttrice di colori, la più prestigiosa, Winsor & Newton (dal 1832) per la fornitura dei materiali (i prestigiosi colori Artists’ Oil Colour e Professional Water Colour) a supporto del progetto.

Info: https://pinacotecabrera.org/
Per l’occasione, dopo la presentazione della Nuova Scuola di Colorito alle 17.30 in sala della Passione, seguirà una dimostrazione dell’attività in Pinacoteca che sarà aperta dalle 18.00 alle 22.15 (ultimo ingresso 21.40) a € 2.

 

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