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Il mito di Mina continua e ispira le opere di Bruno Sabbioni

Non solo trap, le nuove tendenze non offuscano le leggende. E una di queste è certamente rappresentata da Mina, una delle più importanti interpreti della musica leggera italiana. L’artista Bruno Sabbioni si è lasciato ispirare da questo mito per le sue opere, raccolte nella mostra Mina interpreta l’arte alla galleria Sgallari di Bologna, che inaugura il 9 novembre (fino al 30 novembre).
Attraverso lo sguardo del tutto peculiare di questo artista, Mina diventa immagine assolutamente trasversale nel suo prestare volto all’arte di ogni tempo, infrangendo ogni regola e rendendo visibile, fruibile ciò che per noi è solo immaginabile. Non più solo donna, icona femminile, Mina è lei e solo lei che può essere tutto. I suoi occhi profondi, dallo sguardo che vaga lontano, si prestano a dar vita e reinterpretare tutte le temperie artistiche, senza mai che si percepisca veramente lo stacco tra il contesto, sempre diverso ed a volte addirittura improbabile, e l’intervento artistico: il viso di Mina si amalgama perfettamente con l’opera originale. Mina è qui al contempo dama, modella, o addirittura scultura, e lo è sempre e veramente, fino in fondo: è tutte queste donne insieme, ma non solo, è più ed oltre ad esse. L’effetto che restituisce è interessante: in un processo di decontestualizzazione continua, quasi straniante, ciò a cui viene sempre ricondotto lo spettatore e che determina l’elemento di continuità è il viso di Mina, nelle sue mille espressioni e modi di essere a cui Sabbioni riesce a dare forma e vita.

Info: http://www.sgallariarte.it/index.php/it/

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