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#TalentPrize2019, Federico Delfrati è il premiato da UTOPIA, la società di Public affairs col pallino per l’arte

Il progetto vincitore del Premio Speciale Utopia al Talent Prize 2019 è l’ultima fatica di Federico Delfrati, dal titolo Friend or Foe. Dall’esigenza dell’artista di un puro pragmatismo, ovvero la scelta di tramutare un semplice biliardino in un’opera d’arte, è nata un’involontaria citazione del primo Maurizio Cattelan, che con la sua Stadium del 1999 metteva in relazione su di un tavolo da calcio balilla dalle dimensioni spropositate i problemi derivanti dall’integrazione tra diverse etnie. Anche l’opera di Delfrati ha matrice antropologica, sebbene estesa a confini della società più labili: un esempio di esistenzialismo en large. La sua opera è un biliardino con le aste a doppia manopola, dove il movimento di un giocatore condiziona quello dell’altro. Un esperimento sociale, sullo stare insieme.   

Delfrati ha vinto il premio speciale assegnato da UTOPIA, partner del Talent Prize, una società che si occupa di affari istituzionali e lobbying e che non ha mai nascosto il suo pallino per l’arte.  Come dimostra del resto la sua corporate collection, esposta negli uffici di Roma. 

Ma cos’è UTOPIA? Cosa lega all’arte questa realtà in apparenza così distante?

Determinazione, coraggio e un pizzico di follia. Sono gli ingredienti che hanno accompagnato la fondazione e l’upgrade di UTOPIA, una delle principali società di relazioni istituzionali, comunicazione e affari legali in Italia. Il visionario che ha lanciato questa ambiziosa esperienza è il giovane avvocato Giampiero Zurlo, oggi considerato uno dei principali professionisti del settore. Del resto il mood che si avverte girando per gli uffici di Santa Maria in Via, nel cuore di Roma, è inerente alle qualità di questa giovane ma consolidata realtà: prorompenza, caparbietà e vitalità. Tutte sensazioni che si ripetono nei tanti capolavori che costellano la corporate art collection esposta nella loro sede. Dalle tele di Mimmo Rotella, una delle quali è parte di una delle sue ultime serie realizzate in vita, all’urban art di Pax Paloscia, alle sculture di Fanari, fino ad arrivare agli straordinari disegni di Giorgio de Chirico, tutto è pensato nei minimi dettagli per fare di questo luogo un’oasi dove il pragmatismo dei codici è stemperato dalla profondità dell’arte.

«La nostra collezione è ancora giovane ma in crescita – spiega Zurlo – vogliamo accompagnare i nostri prossimi passi con nuove acquisizioni, sempre affiancando i grandi maestri dell’arte contemporanea ai giovani talenti, un segmento che seguiamo con grande interesse e che, a nostro modo, ci sentiamo di sostenere». E, coerentemente con questa duplice vocazione, UTOPIA, oltre a collezionare, ha sposato numerose iniziative di rilevante valore culturale e artistico negli ultimi anni, dal supporto alla Galleria Borghese per la riqualificazione dei suoi giardini, alla promozione di grandi appuntamenti espositivi, fino al sostegno del mastodontico lavoro di digitalizzazione dei capolavori della Biblioteca Apostolica.

«Non è una questione di immagine – spiega Zurlo – ma si tratta di un’affinità di linguaggi che mi piace sviluppare e alimentare in continuazione con nuovi stimoli. Così come l’opera d’arte è il risultato di una visione, di una geniale intuizione dell’artista che viene resa intelligibile allo spettatore, così il lavoro di una società di Lobbying è spesso quello di aiutare la politica a comprendere la visione lungimirante delle imprese, soprattutto di quelle più innovative, rendendo l’azione del Governo e del Parlamento più efficace e utile per la società. Questa comunione di intenti, anche se può sembrare apparentemente forzata, avvicina moltissimo questi due mondi».

Seguendo questa filosofia nel tempo UTOPIA ha avviato collaborazioni con gallerie d’arte, art advisor, fondazioni ed esperti, intensificando sempre di più la sua presenza nel tessuto artistico romano. La loro collezione vanta alcuni importanti lavori di de Chirico, Mario Schifano e molti pezzi di Mimmo Rotella. A questo si affiancano molte opere di grandi dimensioni di Pax Paloscia, che appese nei corridoi della sede romana sembrano quasi degli arazzi ultracontemporanei. Alla collezione si è unita anche una fotografia del giovane Domenico Laterza.

«L’opera d’arte – continua Zurlo – assolve ad un ruolo fondamentale per l’anima, è un’ancora mentale fisica verso il metafisico; una finestra che ci apre ad altri mondi, ci traghetta verso luoghi immaginari che non esistono ma che fungono da ispirazione. E questo è proprio il concetto di Utopia ideato da Tommaso Moro: un luogo immaginario così perfetto che non esiste nel mondo reale e che tuttavia costituisce un punto di riferimento ideale. Moro immaginava l’isola di Utopia come lo Stato ideale, la Repubblica perfetta. Ognuno guardando un’opera d’arte può proiettarsi nella propria Utopia».

Con questo gradevole equilibrio tra moderno e contemporaneo, quella di UTOPIA si presenta come una corporate art collection molto ambiziosa e rampante, già strutturata nonostante la società sia attiva solo dal 2010. È una collezione destinata a proiettare questa realtà nel gotha delle grandi aziende che esercitano un ruolo influente nel mercato dell’arte: «Col tempo – conclude Zurlo – spero di avere la capacità di assolvere a una funzione mecenatistica nei confronti dei giovani artisti, restituendo loro quella speranza nel futuro che io ho sempre trovato rifugiandomi nell’arte».

 

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