Ultimora

Talent Prize 2019, Davide Mancini Zanchi

Da uno sguardo distratto potrebbe sembrare il rifacimento di un classico telaio da pittore, ma osservando con attenzione 10,870, l’opera con cui Davide Mancini Zanchi è arrivato in finale al Talent Prize, si nota come il legno, di cui storicamente i telai sono fatti, è stato sostituito con un materiale più moderno e hi-tech: la fibra di carbonio. Un oggetto compiuto, quindi, ma anche in potenza, visto che può essere foderato con la tela e dipinto. Se il riferimento è il telaio del pittore, la fibra di carbonio, un materiale inatteso, leggero ma resistente, porta l’oggetto su un altro piano: l’artista si interroga, infatti, sull’ importanza che possono avere materiali hi-tech nel determinare la riuscita di un’ opera pittorica. Il titolo dell’opera, che misura 200 x 160 cm, si riferisce alla differenza di peso tra il telaio in legno e quello in carbonio (che pesa 10 kg e 870 g in meno), rinnovando il dialogo tra tecnologia avanzata e pittura.

Davide Mancini Zanchi, classe 1986, ha esposto in mostre personali e collettive in numerosi spazi privati e musei pubblici. Diplomato all’ Accademia di Belle Arti di Urbino, nel 2012 inizia la collaborazione con la A+B Gallery di Brescia con la personale Ping, Pong… Pung. Nel 2017 espone alla Galleria Nazionale delle Marche con la personale La conquista dello spazio. Nel 2019 è tra i vincitori dell’ Italian Council della Dgaap e realizza la personale da che mani vidi Zan Cin alla OTTO Gallery di Bologna. Anche Davide Mancini Zanchi, con la sua opera, sarà presente alla collettiva al Mattatoio di Roma in programma dal 31 ottobre al 13 novembre (opening il 30 ottobre alle 18.30)

Commenti