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Little we see is ours

Little we see is ours – Scenario primo è il titolo di una delle tre fasi di un progetto curatoriale indipendente organizzato in occasione della 15esima edizione di ArtVerona. A firmarlo Camilla Compagni, Francesca Finotti e Guglielmo Zalukar, i tre curatori dell’iniziativa, che hanno deciso di utilizzare per la mostra gli spazi dei depositi di Zecchini Musica, una tra le attività storiche più rappresentative del centro di Verona. La scelta della location non è casuale, dal momento che la natura stessa dello spazio, nel quale sono conservati pianoforti non più in uso, ha attivato la riflessione su alcune delle questioni più sentite e urgenti nella contemporaneità, ovvero l’ immaginazione del futuro e il ricordo del passato, l’obsolescenza e il rapporto dell’umano con il progresso tecnologico. Nell’esposizione, che inaugura stasera 10 ottobre e rimarrà visibile fino al 13, Francesca Finotti, Sabrina Melis e Matteo Pizzolante  espongono otto opere inedite incentrate sulle modalità con cui oggi si abita lo spazio e ”si è abitati” dai luoghi. Per farlo Sabrina Melis sceglie un video e un’ installazione ambientale attraverso cui si concentra sulle strategie e le tecniche con cui diversi gruppi di persone – operai edili e lavoratori informatici – si appropriano delle proprie postazioni di lavoro durante i momenti di pausa. Matteo Pizzolante, invece, attraverso il confronto con la tecnologia di modellazione 3D, ricostruisce e si riappropria dei luoghi appartenenti alla sua memoria dando vita ad una grande installazione, di fianco alla quale presenta due sculture della serie Noli me tangere. Infine,  Francesca Finotti, prendendo le mosse dal ricordo di un luogo, presenta un video, un ambiente e una scultura con i quali narra di spazi in cui l’impossibilità di riprendere possesso di un vissuto passato si tramuta in situazioni di costante deja-vù.

Info: Dall’ 11 al 13 ottobre 2019.  Inaugurazione: giovedì 10 ottobre . Vicolo Volto Cittadella, 10 – Verona

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