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Format à l’Italienne

Format à l’Italienne è la decima edizione della mostra con le opere realizzate dagli artisti dei vincitori del programma Wicar durante la loro residenza a Roma. Come ogni anno, la città di Lille offre a tre artisti, provenienti dalla crescente scena artistica di Lille e della regione, una residenza di creazione artistica che dura 3 mesi nella capitale italiana. Gli artisti beneficiano di un seminario in cui tutti possono esprimere il proprio talento e sviluppare un progetto legato al territorio. L’anno 2018-2019 ha offerto questo dispositivo agli artisti Clio Simon, Daniela Lorini e Noé Grenier. La mostra all’ Espace Le Carré accoglie anche il vincitore del Talent Prize 2018: Corinna Gosmaro, come ospite d’onore della mostra. 

L’opening è il 13 settembre e la mostra resta visibile fino al 27 ottobre. La curatela è affidata a Stefano Miraglia, curatore indipendente attivo in Italia e Francia nel campo della videoarte, che ha seguito da vicino il lavoro a Roma dei tre artisti residenti. Le opere richiamano diverse forme di resistenza: quella di un forte indaffarato (Una storia d’Amore di Clio Simon), quella di un emigrato italiano della fine del XIX secolo (l’installazione sonora di Daniela Lorini) o quella di un personaggio immaginario che conquista il cielo (The Sunstill di Noé Grenier). La mostra sarà poi replicata a Roma, a Fondamenta.

GLI ARTISTI

Nata nel 1984, Clio Simon lavora principalmente sull’immagine in movimento, investendo in modo complementare e trasversale i campi di installazione e performance in un approccio multidisciplinare e collaborativo. Nei suoi successi, Clio Simon sviluppa l’idea che gli uomini non solo vivono nella società, ma costruiscono costantemente la società per vivere. Laureata a Fresnoy, continua le sue collaborazioni con Ircam / Centre-Pompidou, Heure Exquise! e l’EHESS, dove conduce ricerche accompagnate da antropologi, geografi e compositori. 
Per Format in italiano 10, Clio Simon propone la proiezione di un film girato nel Forte Prenestino a Roma e l’installazione di una scatola contenente ventidue fotografie dagli archivi del luogo filmato. Con il suo film Una storia d’amore, recita l’osservazione di un Centro Sociale Occupato Autogestito, un luogo simbolico delle lotte sociali di Roma, uno spazio parzialmente invaso dal vegetazione, un’utopia materializzata al confine tra natura e politica.

Artista visiva laureata in architettura, Daniela Lorini (nata in Bolivia) realizza installazioni sonore e plastiche. Il suo lavoro mira a mostrare i complessi giochi di interazioni e gli equilibri che sono fatti e spezzati tra uomo e natura. Attraverso varie collaborazioni interdisciplinari e utilizzando mezzi tecnologici e materiali naturali e riciclati, la sua pratica si concentra sulla perdita di biodiversità, sull’eccessiva produzione di rifiuti o sulla complessità dell’empatia. Nella sua installazione Beyond the Tropic of the Sun, Daniela Lorini espone le sue ricerche e congetture sulla migrazione in Bolivia nel diciannovesimo secolo di suo nonno italiano, un combattente che faceva parte delle camicie rosse di Garibaldi, l’esercito che unificò l’Italia, ma soprattutto uno scienziato, molto interessato alle proprietà curative delle piante medicinali del Nuovo Mondo, tra cui la Coca da cui è riuscito a estrarre un elisir che potrebbe essere ancora ampiamente consumato oggi. Propone un’opera sonora accompagnata da proiezioni video e diapositive sperimentali che presentano vari documenti trovati durante le sue ricerche.

Noé Grenier è un artista visivo. Nato nel 1987, si è laureato all’Ecole Supérieure des Beaux Arts di Montpellier e Fresnoy. Il suo lavoro artistico descrive le componenti essenziali della relazione con il tempo e il movimento attraverso una serie di film, installazioni e fotografie. Nella sua ricerca condotta durante la residenza Wicar, ha diviso gli spazi della creazione immaginando una doppia residenza, i piedi per terra, quello del laboratorio e le strade romane e i piedi in cielo, a bordo di una nave in pieno inseguimento con crepuscolo. Emerge gradualmente un doppio paesaggio sotto forma di un film di oltre sei ore (The Sunstill) e un racconto di fantascienza (Le Tardif). In queste condizioni di esplorazione confrontiamo l’abbondanza dei possibili punti di vista, storici, contestuali e quotidiani di una città con l’esperienza della mobilità aerea. 

Classe 1987, Corinna Gosmaro lavora al confine tra pittura e scultura. La sua pratica ruota attorno a una riflessione sull’essere umano come entità e le sue caratteristiche. La sua pratica si basa sull’espressione di un processo cognitivo e psicofisico attivato dalle interazioni dell’uomo con il suo ambiente. Con il suo lavoro Skies #3, Corinna Gosmaro ha vinto il Talent Prize 2018, assegnato ogni anno dalla nostra rivista. La sua installazione, composta da uno spray filtrante in poliestere, fa parte di una serie di opere con le quali l’artista riflette sul concetto di paesaggio.

 

 

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