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Addio a Peter Lindbergh

«È con grande tristezza che annunciamo la scomparsa di Peter Lindbergh, all’età di 74 anni. Lascia la moglie Petra, la sua prima moglie Astrid, i suoi quattro figli Benjamin, Jérémy, Simon, Giuseppe e sette nipoti. Lascia un grande vuoto». Con questo messaggio, pubblicato sull’ account Instagram ufficiale, è stata annunciata la scomparsa del grande fotografo tedesco, di origine Polacca, maestro incontrastato della fotografia di moda contemporanea. Nato a Leszno, Polonia, nel 1944, Lindbergh (all’anagrafe Brodbeck) scopre la fotografia in Germania, dove lavora come assistente di Hans Lux. Alla fine degli anni ’70, a Parigi, comincia muovere i primi passi nel mondo della moda con scatti per Vogue, per Vanity Fair Harper’s Bazaar. Ma è il 1988 l’anno della sua consacrazione anche grazie all’ intuito di Anna Wintour, che per prima pubblicò – con lungimiranza – sulla copertina del suo primo numero di Vogue una foto che ritraeva, in bianco e nero,  un gruppo di giovani modelle non ancora sulla cresta dell’onda. Tra queste c’erano Linda Evangelista, Christy Turlington e Tatjana Patitz diventate in seguito alcune tra le top model più conosciute degli anni ’90. Da lì gli scatti di Lindbergh divennero il simbolo di una nuova bellezza, più vera, reale, senza maschere (e ritocchi) e in netto contrasto con l’estetica che fino a quel momento aveva caratterizzato il mondo della moda. Nel corso della sua incredibile carriera è riuscito a rivoluzionare la fotografia di moda puntando tutto sul bianco e nero e sulla naturalezza, elementi centrali anche dei tre calendari Pirelli firmati nel 1997, nel 2002 e nel 2017.

Lo ricordiamo con questa breve gallery a lui dedicata.

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