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L’opera di Banksy resti al suo posto. La Procura archivia il caso.

Che il murale di Banksy resti dov’è. Cioè in Rio Novo, in campo San Pantalon. L’opera negli ultimi tempi ha diviso il pubblico. Chi ritiene che rappresenti un grave precedente per Venezia. Chi invece lo vede per ciò che è: un pregiato intervento artistico. La Procura della Serenissima, alla fine, ha dato ragione a questi ultimi, archiviando l’indagine perché l’opera non deturpa la facciata dell’edificio su cui si trova. E non solo, ma è di sicuro effetto per chi vi si imbatte.Il murale è comparso a maggio ritrae un bambino migrante con una torcia. Una chiara denuncia sociale in un’Italia divisa dal dibattito sulle politiche migratorie. Anche se non è mancato chi sostiene che si trattasse per un segnale di protesta per non essere stato invitato alla Biennale di Venezia. Venezia, insomma, continua a rappresentare un palcoscenico prediletto per gli interventi dello street artist senza volto più famoso al mondo. Quest’opera, infatti, è più o meno contemporanea all’installazione (più performance) presentata dall’artista sempre a maggio: un ”collage” di quadri che componevano un transatlantico attraccato sul molo di Venezia, un evidente denuncia di questo fenomeno molto criticato e, stando agli ultimi accadimenti, anche piuttosto pericoloso. 

 

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