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C’è ancora tempo per vedere Jenny Holzer al Palazzo della Ragione

C’è tempo fino al 1 settembre per vedere la mostra Tutta la verità al Palazzo della Ragione di Bergamo. Si tratta della personale di Jenny Holzer, a cura del direttore della GAMeC Lorenzo Giusti. Un grande ritorno dell’artista statunitense diventata celebre negli anni Settanta per i suoi Truisms, che hanno destato grande scalpore, sfidando stereotipi sull’arte e sulla società e anticipando metodi e strategie comunicative oggi ampiamente impiegate nell’ambito del guerrilla marketing. Il lavoro di Jenny Holzer utilizza la parola scritta come mezzo di riflessione critica e di espressione creativa.

Diffusi in un primo momento tramite supporti comuni – come poster a muro, T-shirt, confezioni di profilattici, cappellini da baseball – i primi versi sono stati scritti sulla traccia di aforismi, massime e cliché esistenti. Holzer ha prodotto poi numerose altre serie di versi, iniziando a fare uso di parole altrui e spesso adattandole a formati più grandi o durevoli nel tempo, come segni elettronici, panchine di pietra e proiezioni luminose su superfici naturali o architettoniche, nonché dipinti a olio e acquerelli. I versi dei lavori di Jenny Holzer parlano di violenza, oppressione, genere, sessualità, potere, guerra e morte. Le modalità di comunicazione più spesso associate alle informazioni istituzionali, ai notiziari e alla pubblicità diventano, nella sua opera, uno strumento tagliente per affrontare questioni di natura politica e sociale. Holzer utilizza il linguaggio per sfidare norme sociali, pregiudizi e violenze. L’immediatezza dei suoi messaggi è un’arma contro la mistificazione della realtà operata ogni giorno da media, agenzie governative e pubblicità, che diffondono una forma di banalizzazione del linguaggio. La mostra organizzata dalla GAMeC nello storico Palazzo della Ragione di Bergamo segue di soli due mesi l’inaugurazione della grande retrospettiva dell’artista al Museo Guggenheim di Bilbao.Tutta la verità mette in dialogo gli elementi architettonici del prestigioso edificio medievale e gli affreschi staccati in esso contenuti con la poetica sovversiva dell’artista americana.Le pareti della Sala delle Capriate, luogo simbolico dove storicamente veniva amministrata la giustizia cittadina, costituiscono la base visiva per una serie di nuove proiezioni luminose. I testi scelti da Jenny Holzer per questa speciale occasione toccano alcune delle tematiche più care all’artista–identità, genere, dialogo –e trattano,in particolare,il tema della crisi migratoria.

 

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