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In mostra la Collezione di Patrizia Sandretto

Volete conoscere la collezione d’arte di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo? Potete farlo fino al 24 agosto a  Palazzo Biscari a Catania. Questa meravigliosa location si apre nuovamente al contemporaneo ospitando una selezione di opere d’arte provenienti dalla prestigiosa collezione, una delle più importanti d’Europa. Il progetto, a cura di Ludovico Pratesi e Pietro Scammacca in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e UNFOLD, è promosso dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. EmanueleLe opere della Collezione occupano due parti del palazzo: un’installazione ambientale dell’artista Alicja Kwade nel Salone delle Feste (aperta fino al 24 agosto 2019) e la mostra collettiva intitolata La stanza analoga negli appartamenti dell’Ala di Levante del palazzo, aperti al pubblico per la prima volta (fino al 7 settembre 2019).  

Welten Linie (2017) di Alicja Kwade è una composizione di specchi e strutture in acciaio che dà vita ad un ambiente abitato da ambigui rispecchiamenti in cui gli oggetti si moltiplicano e sembrano entrare in movimento, trasformando lo spazio in materia temporale. L’opera è stata prodotta dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in occasione della 57esima Biennale di Venezia. La sua presentazione nello spazio alchemico del Salone delle Feste di Palazzo Biscari crea legami evocativi con gli interni ornamentali del palazzo ed entra in risonanza con la visione illuminista ed esoterica del suo committente più illustre, Ignazio Paternò Castello, V Principe di Biscari, artefice di un labirinto vegetale che fino alla metà del diciannovesimo secolo serviva da giardino pubblico della città di Catania. In questo contesto, l’opera diventa una sorta di macchina barocca che riconfigura il rapporto dello spettatore con la realtà: in dialogo con gli specchi del Salone delle Feste e i trompe l’oeil che affrescano le pareti, l’installazione di Kwade immerge il visitatore in una percezione caleidoscopica e labirintica.

Gli appartamenti dell’Ala di Levante ospitano la collettiva La stanza analoga che riunisce 20 artisti della Collezione di diverse generazioni, che hanno messo in atto con le loro ricerche una critica della rappresentazione attraverso linguaggi e medium diversi. Ispirandosi a dispositivi narrativi reperibili nel Don Chisciotte di Cervantes — come la critica dell’autorevolezza e il concetto di autenticità — le opere esplorano diverse strutture di significato, mettendo in questione la legittimità del sapere e della verità.

 

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