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Il museo Astrup Fearnley mostra un volto inedito di Anselm Kiefer

C’è tempo fino al 15 settembre per andare a vedere una delle più interessanti mostre che siano state dedicate in Europa ad Anselm Kiefer. Ci ha pensato il museo Astrup Fearnley, ad Oslo, che con la curatela di Natalia Granero e Gunnar B. Kvaran ha messo in piedi un progetto che approfondisce le connessioni dell’artista con la poesia, la mitologia, le storie sumere e bibliche, la filosofia, la kabbalah e l’alchimia, in bilico tra l’utilizzo della pittura e della scrittura. Il risultato è una mostra spettacolare, che va a fondo nel pensiero di Kiefer e che offre una prospettiva della sua dialettica artistica in una nobile cornice, quella del museo norvegese, progettato da Renzo Piano, che domina leggiadro il suggestivo fiordo su cui si estende la città.

Mentre i primi libri erano un luogo in cui l’artista esprimeva idee, associazioni e pensieri, i successivi tomi diventarono rapidamente un luogo di esplorazione in cui la successione di pagine consentiva di costruire una narrazione e situarla nel tempo. I soggetti elaborati lì sono stati poi riscalati all’interno del suo corpo di lavoro, in particolare nella sua produzione di xilografie. Questa arte della stampa, che ha lanciato quando ha iniziato a produrre libri, gli ha permesso di immaginare forme narrative in uno spazio completamente diverso da quello della tela dipinta. 

Il presente spettacolo, frutto della collaborazione tra Jan Michalski Foundation for Writing and Literature di Montricher, in Svizzera, e Astrup Fearnley Museet, presenta una serie di libri dal 1969 al 2017 e una selezione di xilografie accompagnate da dipinti e sculture. Il più recente di questi libri e xilografie viene mostrato qui per la prima volta.

Fino al 15 settembre
Museo Astrup Fearnley
www.afmuseet.no

 

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