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Una mostra che indaga il Machismo

Come si ripercuote la presenza del machismo nella pratica dell’arte contemporanea? È questo il tema della mostra Machismo a cura di Jo Melvin e Vittoria Bonifati in programma fino al 20 luglio a Villa Lontana a Roma. Partendo dalla ricerca etimologica sul termine “macho” la riflessione alla base del progetto si sviluppa sulla convinzione che questa parola nel corso dei secoli abbia perso alcune delle sue caratteristiche originali e in particolare i valori positivi della riflessione, della riservatezza, dell’ audacia – presenti anche nell’iconografia dell’arte classica – in favore di una caratterizzazione inconsciamente più negativa, fortemente legata alla durezza e alla virilità. Per approfondire la questione, assolutamente connessa anche all’attualissimo tema del genere, la mostra mette in relazione alcune sculture scelte dalla Collezione Santarelli (che si estende dal periodo tolemaico fino all’inizio del XIX secolo con particolare interesse per la statuaria romana, i marmi colorati della Roma imperiale, i frammenti architettonici, campionari in marmo, la glittica e la pittura su pietra) e tredici artisti contemporanei di generazioni e provenienze diverse ma tutti rigorosamente maschi. Così, con i propri linguagg e le peculiarità delle rispettive ricerche,  Bas Jan Ader, Marcel Broodthaers, Gino De Dominicis, Jeff Gibbons, Emiliano Maggi, Michael O’Mahony, Luigi Ontani, Cesare Pietroiusti, Gianni Politi, Robert Rauschenberg, Prem Sahib, Raja Ram Sharma e Franco Troiani, si  interrogano e criticano le iconografie maschiliste creando nuovi dialoghi in giustapposizione con le sculture antiche.

All’interno di questo progetto si è svolta lunedì la performance di Cesare Pietroiusti al Circolo Canottieri Aniene in cui l’artista ha messo il relazione il tema della mostra con il concetto di perdita. Pietroiusti ha lavorato per anni alla poesia La pagina Bianca cambiandola, aggiungendo e sottraendo parole ma lasciando visibili le cancellature sul testo. È stato poi Giuseppe Garrera a leggere la lirica di Pietroiusti secondo un’interpretazione esoterica, e dunque intimamente e vergognosamente maschile. Il processo di rimozione di un testo, che in passato ha suscitato un’emozione, è diventa così un modo per documentare cambiamenti nel tempo nello stesso modo in cui per esempio la riduzione di un testo provoca una perdita.

Info MACHISMO: Mercoledì – Sabato, 11-18 e su appuntamento- Villa Lontana, Via Cassia, 53, Roma

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