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Pigiama, computer, biscotti

Dammi tre parole: pigiama, computer, biscotti. Per essere precisi, la sequenza è priva di virgole. Pigiama computer biscotti – si scrive così – è il titolo del graphic novel firmato da Alberto Madrigal, noto per le storie con cui ha narrato la vita (precaria) dei trentenni europei nei romanzi a fumetti Un lavoro vero, Va tutto bene e Berlino 2.0 (la scelta della capitale tedesca non è casuale, considerato che l’autore, di origine spagnola, vive qui dal 2007). Profondo, divertente e toccante, Pigiama computer biscotti (Bao publishing, cartonato, 184 pagine in bianco e nero, 18 euro) è un volume che in principio Madrigal aveva pensato al pari di una raccolta di storie per il suo blog (albemadrigal.com), ma poi ha preso una piega inedita con la nascita del figlio. Un graphic novel che affronta tematiche corpose: dalla crescita personale alle nuove responsabilità alle sfide da affrontare. «Sono tutti argomenti autobiografici – spiega l’autore – seppur, quando scrivi storie basate sulla vita reale, devi cambiare alcuni aspetti per esigenze narrative. Magari per evitare di diventare noioso nonché per lo svolgimento stesso della trama». Nel tuo caso? «Alcune cose l’ho esasperate per renderle più spassose – replica Madrigaloppure ho messo insieme eventi accaduti in tempi differenti poiché erano funzionali al racconto. Accorgimenti, adattamenti che faccio in modo automatico, perché per me l’aspetto più importante è che il lettore abbia voglia di continuare a leggere. Poi, se gli resta qualcosa dentro, sono contento». C’è un anno di lavoro dietro Pigiama computer biscotti – «per quanto mi riguarda, la scrittura è un processo lungo che si svolge lentamente, in cucina, indossando il pigiama, davanti al computer e mangiando biscotti», circoscrive –, storia inedita che ben affronta cosa significhi diventare marito e padre, in particolar modo di quanto ci si mette costantemente in dubbio quando si ha un sogno da realizzare che sembra confliggere con la quotidianità. L’autore precisa: «Dal punto di vista economico provo sempre a essere autosufficiente. Ma ci sono stati dei momenti, soprattutto ad inizio carriera, dove i miei genitori mi hanno dato una mano quando passavo lunghi periodi senza ricevere proposte per lavori di illustrazione». Quanto c’è di tutto questo in Pigiama computer biscotti? «Beh, quello che vedi nel libro, magari con qualche esagerazione, è una rappresentazione abbastanza reale della mia famiglia», risponde Madrigal, che ritorna sul titolo, così curioso, del suo graphic novel. «A suggerirmelo è stato l’editore perché c’è una scena del libro in cui io parlo dell’idea romantica che nutrivo verso il romanziere: per me, infatti, lo scrittore era uno che trascorreva le giornate in giro per la città osservando le persone. Poi, quando arrivava l’ispirazione, si chiudeva nella camera d’albergo davanti alla macchina da scrivere, fumando sigarette, scrivendo il suo romanzo tutto di un fiato». La fantasia che si scontra con la (dura) realtà. Ma al di là del tuo lavoro, pigiama, computer e biscotti possono essere considerati gli elementi distintivi di ogni papà freelance che si rispetti? «Non ci avevo pensato ma sì, concordo con te. Sono realmente tre elementi simbolici del padre freelance che lavora a casa», conclude divertito l’autore.

Info: www.baopublishing.it

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