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Lo spazio esistenziale

C’è tempo fino al 21 luglio per vedere alla Fondazione Morra di Napoli la seconda mostra del ciclo Lo Spazio Esistenziale. Definizioni, a cura di Lucrezia LongobardiOggetto primario dello studio che si articola in un percorso espositivo in progress è il concetto di abitare come strumento di auto rappresentazione e/o negazione dell’individuo. Tenendo come snodo principale la misura dell’abitare, e quindi lo spazio esistenziale che ci lega ai luoghi della vita, la mostra si concentra sulla dimensione del tempo. «Nell’orizzonte di un sistema capitalista mediatizzato – spiega la curatrice – rappresentare la soggettività, l’emotività e il sentimento del tempo può rischiare di incorrere in una contrazione che nel momento in cui cerca di riscontrare una posizione reale si sente schiacciata dalla gravità angosciante del reality, nella sua versione ormai processata, interiorizzata, funzionalizzata alla intima autorappresentazione. In opposizione a questo è possibile anche trovare dei punti d’inciampo temporali che possono provocare la nostra uscita dalla corrente di un continuum condiviso, per finire nelle molteplici zone di ristagno periferiche in cui si arenano alcuni residui che così sfuggono al flusso turbolento che confonde i contorni, fra sommersioni, sbalzi e accelerazioni, per ritrovare la nettezza dei propri perimetri nella circostanza statica di una zona morta, ma in salvo dalla crudele consunzione del tempo».

La mostra si svolge a Casa Morra e il corpus espositivo è composto dalle opere di Berlinde de Bruyckere, Roberto Cuoghi, Helene Fauquet, Flavio Favelli, Luigi Ghirri, LizMagor, Vettor Pisani e RachelWhiteread.

Fino al 21 luglio
Casa Morra – Salita San Raffaele, 20c – Napoli

 

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