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Tremlett inaugura un nuovo muro a Bari e lo dedica a Marilena Bonomo

Wall Surfaces (27 stops – Bari) è la nuova installazione dell’artista britannico David Tremlett nel capoluogo pugliese. Si tratta di un wall drawing permanente, che si inserisce in un importante intervento di riqualificazione del Complesso monumentale di Santa Chiara e San Francesco della Scarpa, sede della Soprintendenza barese. Il progetto costituisce un’operazione di arte pubblica volta a trasformare l’impatto visivo della preesistente architettura novecentesca che connette tra loro i due principali edifici storici del complesso di Santa Chiara, ricucendo il dialogo tra le due architetture monumentali. L’opera è una composizione di 27 elementi colorati verticali che partiscono ritmicamente la parete, realizzati a pastello permanente su muro. Spiega l’artista: «Ho disegnato 27 colonne grafiche perché 27 sono le volte che sono stato a Bari. Il mio primo soggiorno in Italia è stato proprio a Bari, dove Marilena Bonomo mi aveva invitato a tenere una mostra. Questo lavoro a Santa Chiara è un omaggio a lei».  

Scomparsa nel 2014, straordinaria figura di operatrice culturale e di gallerista, la Bonomo fin dagli esordi nei primi anni Settanta, ha mostrato una spiccata predilezione verso l’arte minimalista e concettuale. L’11 settembre 1971, infatti, la Galleria Bonomo viene inaugurata con un progetto espositivo corale in cui vengono proposti i lavori, tra gli altri, di Daniel Buren, Jan Dibbets e Sol LeWitt. Le inclinazioni artistiche di Marilena Bonomo vengono confermate dalle mostre successive: le personali di Richard Tuttle (1972), Fred Sandback (1975) e David Tremlett (1975). Con quest’ultimo nasce un’intesa artistica particolare, che porterà Tremlett a Bari per le personali del 1976, 1979, 1981, 1985, 1991, 1996, 2002, 2009. Il sodalizio tra l’artista e la galleria Bonomo continua con le partecipazioni a progetti collettivi: il 6 novembre del 1975 si apre in galleria la mostra Richard Nonas, Michele Zaza e David Tremlett; il 19 dicembre 1987 è la volta della Mostra in progress numero 2 che lo vede accanto a diversi artisti, tra cui Richard Tuttle, Paolo Lunanova, Giulio Paolini e – punto di riferimento per i primi wall drawing – Sol LeWitt.

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