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Una collettiva che rende visibili i conflitti nascosti

Michel Foucault nell’ambito dei suoi studi sui rapporti di potere teorizzava una nuova comprensione della guerra, intesa come lente di lettura della società. Ogni relazione, personale, politica, sociale, deve essere misurata in termini conflittuali. La grande collettiva Campi di Battaglia, in programma alla Guidi&Schoen di Genova fino al 10 settembre, parte da questa riflessione e naturalmente ingloba anche l’arte contemporanea considerandola in grado di manifestarsi proprio rendendo visibili le relazioni conflittuali nascoste sotto apparenti pacificazioni. L’esposizione presenta una serie di opere di grandi artisti contemporanei: Francesco Arena, Vania Comoretti, Giacomo Costa, Olivo Barbieri, Matteo Basilé, Romina Zordini, Davide La Rocca Botto&Bruno, Alessandro Papetti, Andrea Chiesi, Luca Pignatelli, Paola De Pietri, Gian Marco Montesano, Corrado Zeni, Joel Peter Witkin. Tutte rappresentano per ognuno degli artisti coinvolti uno strumento di indagine, ”un campo di battaglia” all’interno del quale raccontare i conflitti quotidiani che compongono e creano il mondo in cui viviamo.

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