Spazi

Design, Arte e impresa

Design e arte contemporanea uniti all’insegna dell’ eccellenza d’impresa. All’Eur, il quartiere razionalista di Roma, progettato negli anni Trenta, si continua a ragionare sulle architetture contemporanee. E in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Enterprise, l’azienda specializzata in soluzioni tecnologiche per banche, è stata pensata una mostra di arte contemporanea, dal titolo Materiale immateriale, in cui gli artisti sono stati coinvolti per interpretare sia la mission aziendale, sia il progetto architettonico d’avanguardia di recente costruzione. L’idea curatoriale e un lavoro di collaborazione con gli artisti hanno sviluppato un’esposizione che traccia un percorso tematico volto all’esplorazione e alla comprensione dell’idea architettonica dello spazio. Le opere sono state scelte per suggerire e richiamare le attività che si svolgono all’interno di Enterprise: la gestione di dati immateriali che hanno un’importantissima funzione sociale oltre che finanziaria; la costruzione e il perfezionamento di un sistema di valori che è oggi il veicolo con cui società, paesi e organizzazioni mondiali si muovono e interagiscono; il traffico di dati sensibili ma ”invisibili”, che si trasforma in movimenti e accadimenti concreti e tangibili.

Questi i concept su cui è stata costruita la mostra. Le opere quindi si concentrano su una realtà invisibile che si fa immagine, interpretazione del mondo; dislocati all’interno dell’edificio questi lavori parlano dell’astrazione visiva o creativa che evidenzia il paesaggio naturale (Federica Di Carlo, Maria Angeles Vila Tortosa, Elvio Chiricozzi), dell’oggettualità chimica che svela l’apparenza di colore e luce (Josè Angelino, Antonello Viola), dell’impermanenza che sottolinea l’essenza (Guendalina Salini). Alcuni artisti si sono soffermati sul contrasto peso/leggerezza del flusso d’informazioni proponendo opere che estremizzano questa coppia di opposti, creando dei paradossi visivi (Davide Dormino, Francesco Bocchini); altri hanno lavorato sul concetto di astrazione e quindi fluidità del dato oggettivo, sia esso fisico o di senso (Delphine Valli, Izumi Chiaraluce, Diego Miguel Mirabella).

I due edifici che costituiscono i due corpi architettonici e gli spazi verdi che li circondano sono un organismo in continua evoluzione, un laboratorio costantemente in divenire che si muove tra avanguardia e meticolosa ricerca, intuizioni artistiche e soluzioni funzionali. I volumi che compongono l’edificio di nuova costruzione sono concreti, massicci e contemporanei, ma i materiali di cui sono fatti si posizionano in mimesi diretta con le architetture tipiche dell’Eur. Travertino e tufo, insieme ai terrazzamenti di macchia mediterranea, contribuiscono a un coerente dialogo tra nuovo e preesistente, rendendo l’intervento architettonico in simbiotica armonia con il contesto. 

Inaugurazione venerdì 24 maggio
Viale Egeo, 55 Roma

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