Spazi

Un nuovo museo

Un sabato italiano, quello del 13 aprile. Una di quelle giornate in cui si è celebrato un valido esempio di best practice, dove pubblico e privato riescono a creare un equilibrio che genera cultura, arte e creatività al servizio di un intero territorio. Per circoscrivere: siamo nelle Marche, a Serra San Quirico, in provincia di Ancora. Qui sabato scorso è stato inaugurato il museo di arte contemporanea Premio Ermanno Casoli. L’azienda è Elica, a cui corrisponde la Fondazione Ermanno Casoli, che dal 1998 celebra ogni anno l’apposito premio di arte contemporanea, che negli anni è stato assegnato ad artisti come Flavio Favelli, Ale Guzzetti, Marco Lodola e tanti altri. Il concept è sempre stato il binomio tra arte e impresa. Il risultato? Un museo che raccoglie tutti i vincitori del Premio fino ad oggi. Del resto tutti questi lavori erano stati donati al Comune proprio con l’intenzione di farne una collezione da condividere con il pubblico. Adesso questo progetto è diventato realtà. E nell’occasione è stata presentata anche un’installazione di Patrick Tuttofuoco, The relay. L’artista è stato invitato a realizzare un’opera site-specific per celebrare i 20 anni del Premio. L’opera, installata all’ingresso del museo, è una grande installazione luminosa realizzata dall’artista con il neon e affronta gli argomenti caratteristici del suo lavoro: le relazioni familiari e lo scambio generazionale, i meccanismi e i legami che uniscono e caratterizzano le comunità. Il titolo fa esplicito riferimento ad una disciplina olimpionica, la staffetta, unica specialità nell’atletica leggera che si configura come sport di squadra e non individuale, in cui i componenti devono correre passandosi una bacchetta: il testimone.

Le mani, che si sfiorano, si toccano, si passano il testimone, sono le vere protagoniste di questo lavoro: sono una delle parti più importanti del corpo, ci permettono di socializzare, di lavorare, di stringere relazioni e contatti, di manifestare i nostri sentimenti. Nel lavoro di Tuttofuoco il semplice gesto di stringere una forma nella propria mano viene dilatato e riproposto in tutte le sue fasi, dando una dimensione spaziale alla nozione di tempo. Ricevere qualcosa ed essere in grado di trasmetterla ad un altro essere umano, diventa la metafora dello scambio, del dono, del premio, ma anche del susseguirsi delle generazioni, e, in definitiva, della vita stessa.

«Dalla nascita della Fondazione, il Premio – sottolinea Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli – si è configurato come una commissione rivolta agli artisti delle ultime generazioni che nella loro ricerca mostrano particolare sensibilità alla lettura dei contesti sociali e relazionali, all’analisi dei territori, con una spiccata propensione alla condivisione del lavoro artistico. Per celebrare i 20 anni del Premio abbiamo invitato Patrick Tuttofuoco, artista tra i più rappresentativi del nostro paese, che ha affrontato i temi cari alla FEC in opere d’arte divenute celebri, presentate in manifestazioni internazionali quali la 50a Biennale di Venezia o Manifesta 5».

«Siamo onorati di poter celebrare i vent’ anni del Premio Ermanno Casoli con un’opera di Patrick Tuttofuoco, presentata in occasione dell’inaugurazione del Museo Premio Ermanno Casoli 1998-2007 – ha aggiunto Cristina Casoli, Presidente della Fondazione -. Questo è un momento particolarmente importante per la storia della Fondazione che da sempre promuove e valorizza l’arte contemporanea a livello internazionale, ma con uno sguardo sempre attento al nostro territorio».

La sede del nuovo museo è il Complesso monumentale di Santa Lucia, uno dei siti più affascinanti delle Marche: la severa facciata dell’omonima chiesa romanica cela al suo interno, inaspettatamente, un vero e proprio capolavoro barocco perfettamente conservato. Un monumentale chiostro collega gli spazi della chiesa al Monastero Silvestrino, dove si trovano la Cartoteca Storica delle Marche e, grazie ad un finanziamento regionale che ne ha permesso il riallestimento, anche il Museo Premio Ermanno Casoli 1998 -2007.

 

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