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MAXXI e NABA lanciano due giorni di performance

In attesa del grand opening della nuova sede romana, la NABA comincia a creare fermento nella Capitale. E lo fa puntando a grandi collaborazioni e alla forza del linguaggio artistico più prorompente: la performance. Tra domani e giovedì, infatti, a Roma si svolgeranno tre performance ”on the road”, e due di queste sono realizzate in collaborazione tra il MAXXI e la NABA. Il MAXXI rappresenta il centro nevralgico di tutta l’operazione. Proprio così, perché in occasione della mostra La strada. Dove si crea il mondo l’arte viene portata fuori, per trasformare le strade della città in luoghi di incontro, condivisione, riflessione e confronto attraverso l’arte contemporanea.

Gli appuntamenti sono tre, e tre sono i protagonisti. Mercoledì 20 marzo l’artista cinese Lin Yilin e giovedì 21 marzo Adrian Paci e Massimo Bartolini, questi ultimi insieme agli studenti del Biennio specialistico in Arti visive e Studi curatoriali, da un’idea di Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI e curatore della mostra La Strada, e Marco Scotini, Direttore del Dipartimento di Arti visive di NABA.

LIN YILIN
(mercoledì 20 marzo alle 16 a piazza della Rotonda, in prossimità del Pantheon)
Da sempre impegnato a indagare attraverso la sua pratica artistica le mutevoli condizioni socioeconomiche e i paesaggi politici instabili del mondo globalizzato. La performance The Back crea un dialogo tra la cultura occidentale dell’antichità e la Cina contemporanea. Un confronto tra Roma, internazionalmente riconosciuta come culla del diritto, e la nuova Costituzione della Repubblica Popolare Cinese, non sempre avvertita come propria da una parte della popolazione, allargando la riflessione anche al mondo occidentale contemporaneo. La performance, che prevede un vero e proprio tiro alla fune con le pagine arrotolate della Costituzione cinese, si divide in due momenti: il primo di fronte al Pantheon, monumento simbolo della cultura occidentale, poi l’azione si sposta alle sue spalle, in via della Palombella.

ADRIAN PACI
(giovedì 21 marzo alle 11 nella piazza del MAXXI)
La performance si intitola One and Thirty-Four Chairs. L’azione si basa sulla creazione di una piccola comunità estemporanea attraverso un gesto semplice e un oggetto ordinario come la sedia. Com’è tradizione nei piccoli paesi, a una particolare ora del giorno o in occasioni particolari si usa prendere dalla propria casa una sedia per portarla all’esterno, nello spazio pubblico e condiviso della strada: un gesto semplice e automatico, molto spesso caratterizzato dall’immediata emulazione da parte dei vicini di casa. Questo è ciò che l’artista vuole riproporre in una forma più consapevole, utilizzando, invece della strada o del marciapiede, la piazza del MAXXI, uno spazio pubblico aperto alla città ma anche un luogo istituzionale dell’arte e della cultura. 
I partecipanti alla performance – che hanno risposto a una call lanciata da NABA – porteranno la sedia da casa e si recheranno al museo, documentando il tragitto. Giunti nella piazza, si posizioneranno nello spazio uno ad uno, ciascuno con la propria sedia, fino a formare un cerchio, uno spazio collettivamente disegnato da vivere in silenzio. La presenza fisica sarà l’unico strumento di espressione e comunicazione. L’unico gesto previsto dall’azione, alzarsi all’arrivo di ogni nuovo performer.

MASSIMO BARTOLINI
(giovedì 21 marzo alle 18.30 nella piazza del MAXXI)
Anche questa performance è realizzata in collaborazione con NABA. Presentata nel 1990 da Giuseppe Chiari al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, prevede la partecipazione libera di almeno 70 persone tra musicisti professionisti e non, purché appassionati di musica. Ciascun partecipante dovrà portare con sé uno strumento musicale trasportabile. La performance vedrà la straordinaria partecipazione in apertura di Giancarlo Cardini al pianoforte. L’Improvvisazione libera di Chiari si inserirà solo dopo mezz’ora dall’inizio del concerto di Cardini, si unirà al pianoforte e proseguirà per circa un’ora cercando di seguire le apertissime indicazioni dello stesso Chiari: ”L’orchestra seguirà un andamento indeterminato: quando uno inizia tutti iniziano, quando uno finisce tutti finiscono. Si può suonare uno strumento che non si conosce ma si deve tentare di suonarlo in modo tradizionale, si deve suonare il motivo o il frammento di un motivo che ci piace, si può improvvisare, cercare, comporre, si può lasciare il proprio strumento e andare a chiedere lo strumento ad un altro”.

 

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