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Banksy Vs MUDEC

Che il MUDEC-Museo delle Culture di Milano ospitasse dal 21 novembre una retrospettiva su Banksy è noto. Come tutte le esposizioni a lui dedicate, si tratta di mostra non autorizzata dall’artista visto che il famosissimo street artist inglese continua a difendere il proprio anonimato e la propria indipendenza dal sistema, non firmando mai i progetti espositivi che mostrano i suoi lavori. A Visual Protest. The Art of Banksy, questo il titolo della mostra visitabile fino al 14 aprile, raccoglie circa 80 lavori tra dipinti, prints numerati, fotografie e video, circa 60 copertine di vinili e cd musicali da lui disegnati e una quarantina di oggetti che raccontano attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy. Ma non solo, il MUDEC ha previsto anche un merchandising per la promozione della mostra venduto direttamente nel proprio bookshop. Ed è proprio questo merchandising adesso a finire nell’ occhio del ciclone. Pest Control, infatti – la società che Banksy ha istituito al fine di  autenticare le sue opere contro i frequenti falsi che circolano ovunque – ha citato gli organizzatori della mostra The art of Banksy. A visual protest contestando, tra le altre cose, anche per la vendita non autorizzata di oggetti ricollegati al nome dell’ artista. Banksy, infatti, attraverso la sua società di controllo, ha specificato che in passato ha messo in vendita degli oggetti sempre ed esclusivamente a scopo benefico e che pertanto questa vendita rappresenta una speculazione. Il tribunale di Milano ha dato ragione all’artista riconoscendo la violazione del marchio – ebbene sì, Bansky rappresenta un marchio registrato in un apposito registro di Londra -  da parte dell’organizzazione e di conseguenza Pest Control ha ottenuto il ritiro dalla vendita del merchandising legato all’esposizione milanese. Nella stessa sentenza il giudice ha stabilito però che,  a differenza degli oggetti venduti nel bookshop, le due riproduzioni di altrettanti lavori dell’artista (la bambina con il palloncino rosso e il lanciatore di fiori) usate per la promozione del progetto culturale della mostra non rappresentano una violazione. E questo perché, trattandosi di opere d’arte,  potrebbero essere protette solo se l’autore rivelasse le proprie generalità in base alle norme vigenti sul diritto d’autore. Opzione impossibile per Banksy che ha fatto dell’anonimato la sua arma vincente.

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