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Goldschmied & Chiari donano un’ opera alla città

Goldschmied & Chiari_Genealogia di Damnatio Memoriae, Palermo 1947-1992 (1)Un’opera d’arte contemporanea permanente nel quartiere Ballarò di Palermo. Lunedì 4 febbraio avviene la donazione di Genealogia di Damnatio Memoriae, Palermo 1947-1992, opera permanente delle artiste Goldschmied & Chiari che viene installata all’interno dei giardini della Biblioteca Comunale di Casa Professa a Palermo. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele che da sempre si spende per portare un forte messaggio culturale alle zone disagiate della città.
Questa iniziativa si colloca all’interno di un percorso che vede ormai da diversi mesi il capoluogo siciliano al centro della scena contemporanea internazionale: da Manifesta, che ha scelto proprio Palermo come sede per l’importante biennale, a Foresta Urbana, mostra promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale – che, attraverso opere di grandi artisti contemporanei collocate nella città, è riuscita a focalizzare l’attenzione sul tema della salvaguardia del patrimonio naturalistico.
L’installazione Genealogia di Damnatio MemoriaePalermo1947-1992 è costituita da due alberi intagliati dove la genealogia familiare viene sostituita da una genealogia politica: quella costituita dai nomi delle vittime, dalle date e dai luoghi degli omicidi delle stragi di mafia avvenuti nell’area di Palermo di cui sono stati vittime uomini di Stato, magistrati, poliziotti, carabinieri e politici.  
I due alberi, realizzati per la città di Palermo, sono delle opere inedite della serie delle 
Genealogie di Damnatio Memoriae, iniziate dalle artiste nel 2009.

Un’opera fortemente legata alla memoria nella quale le due artiste, riprendendo l’espressione latina Damnatio Memorie – attraverso la quale i traditori dell’ antica Roma venivano puniti con l’eliminazioni di tutte le memorie che li riguardavano -  reinterpretandola e rappresentando le stragi e gli omicidi come una linea di sangue comune che accomuna la collettività nella memoria e nell’oblio.

«Già con Foresta Urbana - afferma il Prof. Avv. Emanuele  - il mio intento era quello di disseminare opere d’arte nei quartieri più degradati della città, portando il “bello” fuori dalle mura dei musei per regalarlo alla popolazione, quale germoglio di speranza e simbolo di futura rinascita. Con questa donazione il tessuto urbano di Palermo si arricchisce, grazie alla Fondazione Cultura e Arte ed alla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che mi onoro di presiedere, di due nuove opere d’arte che entreranno a far parte della quotidianità dei cittadini, di tutti, senza esclusione alcuna».

Oltre alla donazione dell’ installazione di Goldschmied & Chiari, infatti, l’opera dell’artista Luca Vitone, dal titolo Vuole canti, prodotta in occasione della mostra Foresta Urbana, vedrà una nuova collocazione in città, nella storica Piazza Bellini, dove avrà una fruibilità temporanea come dialogo tra opera d’arte e tessuto urbano, un confronto con la piazza, le sue architetture storiche, in particolare con l’importante complesso arabo-normanno di San Cataldo.

 

 

 

 

 

 

 

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