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Il contemporaneo è donna

Roma, arte contemporanea. Il fil rouge che collega questa città, in cui è il passato che ospita il moderno e non viceversa, a un’arte che appare come la forma più lontana dalla sua veste di sacra antichità, si potrebbe definire piuttosto un fil rose. A parlarne sono state proprio sei donne, sei protagoniste, sei appassionate, intervenute il 16 a una tavola rotonda ospitata dal Circolo Canottieri Aniene e promossa dal Focus Team Arte e Beni Culturali di BonelliErede. In presenza di Giovanni Malagò, Presidente Onorario Circolo Canottieri Aniene, ed Emanuela Da Rin, Partner BonelliErede, l’incontro, moderato da Guido Talarico, direttore ed editore di Inside Art, prevedeva gli interventi di: Anna Mattirolo, codirettrice delle Scuderie del Quirinale, Federica Schiavo, fondatrice e direttrice di Federica Schiavo Gallery, Damiana Leoni, PR nell’arte e curatrice, Ines Musumeci Greco, collezionista, Rä di Martino, artista, Silvia Stabile, avvocato di BonelliErede. Ognuna di loro ha portato la propria esperienza, offrendo agli ospiti una visione inedita dello status quo dell’arte contemporanea a Roma, attraverso diverse chiavi di lettura.

Anna Mattirolo ha curato la prima mostra d’arte contemporanea di Palazzo del Quirinale, Da io a noi. La città senza confini, affrontando, attraverso il tema della periferia, la percezione generale di spaccatura tra classico e contemporaneo. In particolare a Roma, dove un passato così importante diventa ingombrante quasi ostacolando la sperimentazione, bisogna capire che non c’è una soluzione di continuità tra arte e storia contemporanea, ma un’evoluzione naturale e storica. Se questo è lo sguardo del pubblico, Federica Schiavo, parlando da gallerista ed energica imprenditrice, ha raccontato delle sue aspettative disattese da questa città dal potenziale enorme e mai liberato del tutto, del conseguente e combattuto spostamento a Milano, invece in fermento e continua evoluzione. Oltretutto in Italia manca una politica culturale di incentivo nel pubblico quanto nel privato, agli artisti e alle iniziative italiane, sintomo di una miopia che non vede nell’arte un modo di esportazione dell’immagine del Paese.

Iniziative virtuose nonostante questo non mancano, come ha mostrato Damiana Leoni citando l’iniziativa di Videocittà o l’enorme affluenza all’apertura della galleria Lorcan O’Neill. La collezionista Ines Musumeci Greco ha regalato aneddoti e curiosità su grandi artisti che ha visto crescere da vicino, come Mario Schifano, Tano Festa o Alighiero Boetti. Infine, Silvia Stabile ha condiviso la sua vittoria in campo giuridico per aver fatto applicare correttamente dal MIBAC la normativa sul diritto di seguito per il mercato primario delle gallerie. Dopotutto c’è anche chi torna, come Rä di Martino, che dopo anni vissuti a Londra e a New York, durante i quali non le è mancato il supporto delle gallerie italiane, ha scelto Roma e non Milano per dedicarsi ai suoi nuovi lavori, più vicini al video e alla fotografia. Del resto il fatto che oggi a Roma l’arte contemporanea fatichi ancora ad attecchire è un dato di fatto, ma questo, insieme all’energia e alla passione di queste persone, non le impedirà di partorire la sua ennesima, maledetta, meravigliosa contraddizione.

 

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