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L’uomo e il mare

Il mare, elemento misterioso e affascinante, è stato sin dagli albori della civiltà uno dei topoi più utilizzati nella letteratura. Non come protagonista in senso stretto, ma come deus ex machina il suo intervento ha sempre contribuito a determinare le vicende e la sorte dei vari protagonisti. Caricato di significati metaforici o allegorici, il mare, nella letteratura, così come nell’arte e nella musica, ha tendenzialmente assunto una natura ambivalente.

Questo è il cuore della mostra Uomo in mare alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, prima di un progetto triennale che prevede altre due esposizioni: Abbronzatissima, sul costume e la moda al mare nel 2018, e Scostumata, sul tema del nudo, l’anno successivo. Un percorso che si snoda declinando il rapporto tra l’uomo e il mare nelle sue più affascinanti implicazioni, attraverso lo sguardo di grandi artisti del Novecento, tra cui de Pisis, de Chirico, Carrà, De Dominicis, Pericoli, Warhol, capaci di intuire meglio di chiunque altro il mistero insondabile del mare e tradurlo in gesto lirico, una moltitudine di sentimenti e di domande fondamentali che emergono, come se lo specchio dell’acqua fosse quello dell’animo umano.

Considerato strumento della collera divina fin dalle origini, il mare ha rivestito frequentemente il ruolo di antagonista, la sfida imprescindibile per l’uomo, l’ostacolo per eccellenza che i leggendari eroi della letteratura classica, come Ulisse ed Enea, devono superare per compiere le proprie imprese. Mare come viaggio per la conoscenza e la scoperta, da Dante a Cristoforo Colombo, fino a Jules Verne; mare come burrascoso e travolgente, nemico che divide e allontana, basti pensare ai grandi della letteratura inglese Samuel Taylor Coleridge e William Shakespeare, al celebre naufrago di Defoe, Robinson Crusoe, o al premio Pulitzer Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Mare anche come alleato amichevole che unisce popoli, fonte di immaginazione e ispirazione, desiderio di comunione con la natura, fonte di vita e contemporaneamente allegoria del ciclo stesso della vita, istinto a prendere il largo in cerca di nuovi approdi. L’immaginario di grandi artisti ha trasformato la Palazzina Azzurra nel punto di partenza di un viaggio al termine del quale scoprire che ”il più bello dei mari è quello che non navigammo”.

Organizzata dal Comune di S. Benedetto del Tronto – Assessorato alla cultura e dall’Associazione culturale Giovane Europa, a cura di Carlo Bachetti, con il comitato di studi composto da Stefano Papetti, Maria Gabriella Mazzocchi, Maria Brandozzi e Laura Castelli, con la partecipazione della Regione Marche e con il patrocinio della Provincia di Ascoli Piceno la mostra rimane aperta fino al 22 ottobre, info: www.comunesbt.it

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