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Storie del barrio

«Palma di Maiorca, anni Ottanta. Ogni angolo del quartiere cinese ha una storia da raccontare. Gabi, protagonista non ancora adolescente, girovaga per le strade del suo piccolo mondo insieme ai suoi amici, cercando di capirli e di capirsi». Recita così la quarta di copertina di (Tunué, 304 pagine, 24.90 euro), avvincente graphic novel a colori realizzata da Gabi Beltrán e Bartolomé Seguí. Dunque fin da subito conosciamo il giovanissimo Gabi, che insieme ai suoi amici – da Benjamín a Falen, da Arnaud a Ramos – si confronta (scontra) ogni giorno con una città assai complicata, dominata dalle differenze sociali. «I biliardi erano in plaza Mayor. Andavamo lì ogni tanto, di pomeriggio, a giocare a biliardino e a fumare le sigarette che compravamo sciolte», spiega il protagonista, che prosegue: «Quando i marinai erano in licenza sbarcavano tramite delle scialuppe. La loro priorità era trovare una donna. E noi sapevamo dov’erano».

Ecco, di riflesso, un’importante prima scoperta adolescenziale – il sesso – senza dimenticare l’incontro dei ragazzi con la letteratura, la fascinazione per il disegno e, sul fronte opposto, le periodiche e spesso inevitabili discese nel baratro dei farmaci, della droga, dei furti e della violenza. Nel prologo del volume – vincitore del premio Palma di Maiorca come miglior fumetto nel 2011 – Óscar Palmer, figura di riferimento del fumetto spagnolo, scrive: «Storie come quelle qui riunite, rare volte si raccontano “da dentro”. Queste tavole sono in realtà il racconto di una fuga, che comincia con i primi tentativi di Gabi, qui descritti, di scappare dal suo ambiente». Un ambiente che gli autori, nati entrambi a Palma di Maiorca, tratteggiano molto bene, concentrandosi sulle caratteristiche di una delle fasi della crescita più complesse e delicate, l’adolescenza («da ragazzo sei capace di trovare cose con cui allontanare il dolore, con cui distrarlo. Crescendo queste cose tendono a scomparire», riflette Gabi); un’analisi lucida, quella portata avanti da Beltrán – classe 1966, è illustratore, sceneggiatore e scrittore – e da Seguí (di quattro anni più anziano, è autore di fumetti e illustratore), che fanno leva in molti casi su quello che è stato il loro vissuto, in una città che sembra esistere solo per chi la vive visceralmente. Ne emerge un racconto incalzante e realistico, che offre una panoramica completa di un passato complicato, superato solo grazie alla profonda amicizia e alla condivisione di situazioni complesse.

Sempre con la speranza di “evadere” da una condizione che ha visto questi ragazzi crescere troppo in fretta. Magari anche solo scrutando il mare, come è solito fare Gabi, che seduto sugli scogli riflette: «Pensavo che tutto il bene fosse al di là dell’orizzonte. Pensavo che laggiù, oltre la linea sotto la quale sparivano le barche, alle madri non saltassero i nervi e i padri non fossero alcolizzati».

Info: www.tunue.com

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