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Macro, riapre la stagione

In attesa che venga nominato il nuovo direttore, il Macro nelle sue due sedi si prepara alla stagione espositiva. Si comincia il 23 settembre, a Testaccio, con l’artista e regista viennese Edgar Honetschläger con la mostra, aperta fino al 16 ottobre, curata da Mario Codognato, e intitolata Los Feliz. Il nome è tratto dall’omonimo film del regista proiettato in anteprima al Cinema Trevi il 21 settembre alle 18.15. Il lungometraggio è costato al viennese 15 anni di lavoro, un road movie all’americana che termina proprio a Los Feliz, dimora losangelina delle star di Hollywood. Nel museo invece vengono esposti i 18 immensi dipinti usati come sfondo nel film e i 250 enormi disegni valsi tre anni di lavoro. Il lungometraggio è stato infatti girato tutto in uno studio con l’aiuto di queste quinte scenografiche. Come del resto è ben visibile nel anche nel trailer.

Stesse date e stesso posto anche per la personale di Rachel Howard. L’inglese presenta Paintings of Violence (Why I am not a mere Christian), un’installazione composta di dieci dipinti e una scultura, una riflessione sui temi cari all’artista come religione, mortalità e violenza, anzi, per essere precisi e per usare le sue stesse parole: violenza controllata.

Il 14 ottobre invece si cambia location e il Macro di via Nizza ospita la mostra dedicata al nostro premio artistico, il Talent Prize. A vincere questa nona edizione è stato Matteo Nasini con l’opera Sparkling Matter, ma nelle due project room del museo c’è spazio anche per gli altri finalisti tra cui Leonardo Petrucci, Marco Strappato ed Elena Mazzi.

Sempre a via Nizza tre sono le mostre che inaugurano contemporaneamente il 21 ottobre: Fotografia, Opere dalla collezione e Yi Zhou. Il festival di fotografia arriva quest’anno alla sua XV edizione e ha deciso come tema Roma: il mondo. Diretto come sempre da Marco Delogu e co-curato da Alessandro Dandini de Sylva, il festival porta nella capitale la consueta selezione di fotografi italiani e stranieri questa volta particolarmente incentrata sull’Urbe. Costantino d’Orazio invece cura Opere dalla collezione, arrivata alla sua quarta edizione e sceglie di indagare gli archivi del museo seguendo il filone arte e politica. Alfredo Jaar, Carla Accardi, Maurizio Cattelan, Pino Pascali, Mario Mafai, Giulio Turcato e Fabio Mauri, sono solo alcuni dei nomi presenti nella collettiva. Direttamente dalla Biennale arrivano le installazioni della cinese Yi Zhou in bilico fra cinema, scultura e pittura. Il percorso previsto per il museo è curato da Paolo De Grandis e Claudio Crescentini.

Ancora altre due mostre che contemporaneamente vengono presentate l’undici novembre nella sede di via Nizza. Particolarmente significativa quella dedicata a Prampolini teorico, scrittore e artista aderente al Futurismo. Per l’esposizione si è scartabellato l’archivio storico dell’autore e quello del teatro dell’Opera di Roma. Disegni, schizzi, lettere, opere grafiche e taccuini costruiscono un percorso che tocca temi cari all’artista come il teatro e la pubblicità. La seconda è invece ospitata nella project room e presenta le opere della storica coppia di artisti Lia Drei e Francesco Guerrieri, il duo protagonista della ricerca sperimentale sull’arte cinetica e programmatica a partire dai primi anni Sessanta.

Francesco Cellino e Giorgio Ortona chiudono il calendario inaugurando e chiudendo insieme nel Macro testaccino. Appuntamento quindi per il 16 novembre e tempo fino all’otto gennaio per vedere le due personali. Il percorso di Cellini ripercorre la sua carriera di architetto esponendo schizzi progettuali, disegni e plastici di opere realizzate. Di tutt’altro stile è invece il lavoro di Ortona, pittore figurativo e realista con tendenze astratte, particolarmente caro al concetto di incompiutezza.

Info: www.museomacro.org

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