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Anish Kapoor a Milano

Portavoce di una moderna iconografia della percezione del cosmo, delle sue leggi e e dei suoi contrasti e creatore disinibito di nuove forme, Anish Kapoor presenta fino al 22 luglio alla Lisson Gallery di Milano, una serie di 13 sculture in acciaio lucidato e riflettente di 30 cm ciascuna, esposte per la prima volta in un unico gruppo, all’interno di un ambiente neutro e dal sapore minimalista. Nella loro coerente riconoscibilità formale mettono in scena un microcosmo artefatto dialogando tra loro all’interno dello spazio che condividono, generando un’opera d’arte totale carica di illusioni otticamente artefatte, in cui la percezione viene distorta e moltiplicata. Ognuna di queste sculture si presenta attraverso lo sviluppo di un volume complesso, definendo una mappatura di forme che si offrono a occhi inconsapevoli: l’origine e la fine di ogni curva e piano sono indefinibili, mentre le superfici lucidate distolgono l’immagine equilibrata della realtà che riflettono.

Una volta assunta la consapevolezza dell’ignoto, sorprende l’inaspettata ed eterea installazione di un metro e mezzo d’altezza collocata all’esterno, che richiama con imponenza ai grandi giochi luministici della sala principale. Kapoor, che da sempre insegue nelle proprie opere la complessità, usando la flessibilità della materia, plasmandola con diverse forme, adesso utilizza forme concave o convesse come il risultato di una torsione su loro stesse, restituendo alla superficie la possibilità di catturare lo spettatore all’interno della materia. Infine in una sala al piano inferiore una coppia di specchi circolari concavi rende concreta l’ambizione dell’artista nel dare forma alla grandezza dell’assoluto.

L’insieme armonico delle opere presenti in mostra impedisce allo spettatore di comprendere a pieno la loro natura formale, destabilizzando la consueta percezione dell’immagine specchiata. Le forme contorte di Kapoor vengono simbolicamente utilizzate come uno zoom per vedere l’universo nella sua apparenza più reale, in cui luce e riflesso si muovono in una traiettoria distorta attraversando lo spazio. La percezione viene capovolta, attorcigliata su se stessa e spinta in modo vertiginoso lungo la superficie dell’acciaio. Le opere rievocano inevitabilmente le sagome delle grandi installazioni pubbliche e dei giochi ottici dei non oggetti, che più rappresentano l’artista di origini indiane, in cui geometria e superficie riflettente, sono conseguenza della loro stessa dissolvenza all’interno dell’orbita gravitazionale. Ancora una volta Kapoor induce lo spettatore fisicamente e mentalmente nell’opera, che divine origine del dubbio e invito alla ricerca di nuove certezze, creando un disagio costruttivo, altruistico e consapevole.

Fino al 22 luglio; Lisson Gallery, via Bernardino Zenale 3, Milano; info: www.lissongallery.com

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