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Il calcio è una cosa seria

Il calcio non è un gioco semplice, di popolare ha la sua fama, ma entrare nei complessi meccanismi tecnico – tattici di un campionato è cosa da intenditori. Eppure la caratteristica comune di questo sport è sicuramente la sua compagine democratica: in Brasile si chiama democrazia razziale, ovvero la possibilità di qualunque persona di poter accedere a uno spazio paritario dove ognuno può competere sul medesimo piano. Come possa entrare l’arte in un fenomeno tanto popolare, ed altrettanto esclusivo, lo ha raccontato lo scorso 26 giugno a Berlino un torneo organizzato dalla Pizzeria di Blue and Joy vera e propria factory creativa di nazionalità italiana che nel cuore della città tedesca offre uno scorcio quanto mai surreale ed allegorico di un torneo due contro due dove tutto è concesso.

L’evento presentato ad aprile all’interno della personale di Blue and Joy intitolata Spielraum e ospitata negli spazi della galleria Bernheimer Contemporary di Berlino si propone come un trait d’union piuttosto sui generis che ha coinvolto artisti, curatori e addetti ai lavori. Trentaquattro squadre provenienti da tutta Europa (e non solo) hanno dato vita a un coinvolgente, quanto esilarante, torneo calcistico. Le due coppe in palio, Pizzeria, per i vincitori della competizione e Narciso, per il miglior look sfoggiato durante la kermesse, hanno incoronato gli ambiziosi vincitori della competizione: il duo siriano Gin Tonic, vera rivelazione del torneo, e i Jesus and Mary Chain che con i loro costumi ispirati al Vangelo hanno catalizzato l’attenzione del pubblico presente. Corruzione, disprezzo, strafottenza e favoritismi, sempre in tono ironico e sarcastico, sono gli elementi cardine della Coppa Pizzeria, tutto è possibile e, sopra ogni cosa, il tema di quest’anno, Betray First, permetteva a ciascuno di poter tradire il Palazzo, ovvero Daniele Sigalot, organizzatore e ideatore della gara, che come ogni anno, da sei edizioni a questa parte, rivela solo sul campo il compagno della sua squadra che rappresenta in tono umoristico il potere e la poca qualità meritocratica che incarna ironicamente un certo malcostume tutto italiano.

Atto performativo o puro agonismo? La Coppa Pizzeria si insinua in entrambe le direzioni, dalle prodezze calcistiche dei bravi Gin Tonic, alle carnevalesche trovate dei Balilla (intesi come calcio) o ancora alle bravate dei corruttori Bribers che hanno offerto al pubblico finte banconote da 500 euro per imbonirsi la folla accorsa. I tanti artisti radunati, tra cui Luigi Zino, Cristiano Tassinari, Dario Puggioni, Alessandro Lupi, hanno dato dimostrazione delle loro prodezze in area, sottolineando come la dimensione artistica e sportiva non sia poi così distante. Scrive Albert Camus: ”Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio”, intellettuali (come Pasolini ad esempio), artisti, poeti hanno dedicato al gioco del calcio la loro voce, in un richiamo collettivo che investe la società contemporanea poiché lo stadio diviene sintesi ed emblema della nostra epoca.

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