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Gravità Zero, gli artisti del focus

Come anticipato qui, il focus di Inside Art 106 è dedicato al rapporto tra arte e spazio. Oltre a importanti contributi di personaggi come Livia Giacomini dell’Istituto nazionale di astrofisica, Monica Bello del Cern e Ulrich Bert della Nasa, abbiamo incluso, come esempio di questo connubio sempre più produttivo, il lavoro di diversi artisti internazionale, che hanno brevemente spiegato da dove muovono le loro suggestioni “spaziali”.

«Qualche anno fa – racconta Julien Mauve a proposito del suo progetto Greetings from Mars – scattare foto di paesaggi era sufficiente. Oggi, invece, ci sono ovunque le nostre facce. A causa di Internet la lontananza non esiste più. Ma allora: viaggiamo per scoprire nuovi posti o per scattarci delle foto e provare la nostra esistenza?».

The Other Night Sky di Trevor Paglen è un progetto per tracciare e fotografare satelliti americani, detriti e altri oggetti ignoti in orbita terrestre, usando i dati di un network che calcola i transiti nel cielo. La foto raffigura un satellite morto in orbita pertua che, verso le 14:00 appare sulla superficie lunare.

A Micro Odyssey di Marco Castelli istituisce un paragone fra il micro-mondo dei batteri rappresentati in foto e il macro-mondo dell’universo suggerito dalle stesse immagini. Una riflessione su quanto strutture di grandezze diverse possano apparire iconograficamente simili.

L’album di Franco Battiato Mondi Lontanissimi è ispirazione per un corpo di lavori di Marco Strappato incentrato sul tema del viaggio, sia sulla terra che nello spazio. «Il mio interesse per lo spazio non è altro che una sorta di estensione extra-terrestre’che nasce dal mio interesse per il paesaggio».

 

 

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