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Al Macro c’è Hugo Pratt

Nel suo libro Un indovino mi disse, il giornalista e scrittore Tiziano Terzani ricorda: «Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla». Leggere. Una vera a propria passione, sviscerata da Hugo Pratt («Bisogna leggere molto per fare un buon fumetto, anche cinquanta libri per tirarne fuori venti pagine») – tra i maggiori autori di fumetti di sempre, ma anche scrittore, saggista e attore – i cui lavori sono al centro della rassegna Incontri e passaggi, a cura di Cong Sa, accolta al Macro La Pelanda fino al 24 maggio. Supportati da Cles, Napoli comicon e Arf! festival portano dunque a Roma una mostra-romanzo per rileggere l’arte di Pratt (riminese, classe 1927) tratteggiandone sia le influenze sia l’evoluzione grafica e narrativa.

Un’esposizione affascinante che, partita dal Belgio (Rencontres et passages è stata ideata e curata dal museo Hergé di Bruxelles in sinergia con Sophie Tchang e Patrizia Zanotti), ricerca le influenze di Pratt congiuntamente alla sua evoluzione grafica e narrativa, forte di oltre 120 opere originali, fotografie, disegni di ricerca, tavole in bianco e nero e a colori, acquerelli, copertine di riviste, dai primi anni in Argentina (dove l’autore emigra nel 1949) fino alle ultime tavole di Corto Maltese, il marinaio disincantato, avventuriero, gentiluomo di fortuna, pirata e viaggiatore. Uno spirito decisamente libero e cosmopolita nel quale Pratt si rifletteva, sottolineandone la poetica in ogni tratto («Dietro alla poesia si nasconde una profondità che riesco a percepire immediatamente e, come nella poesia, il fumetto è un mondo d’immagini, si è obbligati a coniugare due codici e, conseguentemente, due mondi»).

Da parte sua, l’esposizione segue un percorso che rimanda ai numerosi incontri tra Pratt – le cui opere sono state tradotte e pubblicate in tutto il mondo – e grandi nomi: dal fumettista argentino Héctor Germán Oesterheld a Sergio Bonelli, fumettista e editore, fino al mecenate Florenzo Ivaldi. E ancora, una serie di incontri fantastici con lo scrittore, drammaturgo e poeta scozzese Robert Louis Stevenson, con James Oliver Curwood, scrittore statunitense, con William Butler Yeats, drammaturgo, scrittore e mistico irlandese. Promossa da Roma capitale, l’esposizione Incontri e passaggi – che è anche un suggestivo volume a colori (Rizzoli Lizard, 112 pagine, 18 euro) – va (ri)letta come un’incessante esplorazione tra i pensieri e le opere di un autore che, scomparso nel 1995 in Svizzera (dove aveva scelto di vivere dal 1984), ha sempre portato avanti un racconto intriso d’immagini e sogni, miscelando realtà e fantasia. Perché, proprio come affermava il precursore Pratt (il suo romanzo a fumetti Una ballata del mare salato, con protagonista Corto Maltese si è guadagnato, per la prima volta nella storia dei comics, la definizione di “letteratura disegnata”): «L’avventura è cercare qualche cosa, che può essere bella o pericolosa, ma che vale sempre la pena di vivere». Info: www.museomacro.org

 

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