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L’astronauta caduto

È aperta fino al 10 maggio la collettiva curata da Valentina Lacinio alla A Plus A Gallery di Venezia, L’astronauta caduto. Un racconto che si dipana negli spazi bianchi della galleria veneziana incastonata tra i magici anfratti lagunari e che interroga dieci artisti sull’importanza della conservazione della memoria e del sapere. L’idea nasce dalla vicenda del Fallen Astronaut, piccola scultura in alluminio creata dal belga Paul Van Hoeydonck e voluta da David Scott, astronauta americano che la posizionò sul suolo lunare nel 1971 durante la missione Apollo 15, insieme a una targa metallica che commemorava quattordici colleghi deceduti. L’atmosfera sci-fi che è soprattutto un pretesto si avverte sin dall’ingresso, dove la capsula del tempo di Fabio Roncato, L’arrivo del sonno (2016), vigila su Untitled (2014) di Margherita Raso, un lavoro in cui la seta cattura le proprietà materiche dell’acrilico; e su Dominium Melancholiae (2014), la teca di Antonio Fiorentino, vincitore dell’ultimo Talent Prize, in cui reazioni chimiche danno forma a un microcosmo vegetale in continuo mutamento su scheletro di zinco. L’opera di Roncato, una crisalide organica con anima di ferro, conserverà al suo interno le lastre usate per stampare il catalogo e verrà sepolta al termine della mostra.

Assume una posizione centrale, sempre al piano terra, CONTAGION: open on Mars (1970), un’altra capsula del tempo, questa di Stephen Kaltenbach, artista americano che sul finire degli anni Sessanta ha cercato invano di convincere la NASA della possibilità di sfruttare lo spazio extraterrestre come territorio di archiviazione e conservazione di memorie umane. Tra gli X-files della mostra l’installazione monas (2016) di Aldo Aliprandi, Dal tramonto all’alba (2006), frame fotografico dell’intervento realizzato da Giorgio Andreotta Calò nella Torre del Parlamento di Sarajevo, la fucilazione marziana Porzus (2012) e il dipinto di piccole dimensioni Science fiction is dancing in your hands (2015) di Thomas Braida. Completano il percorso espositivo al piano superiore il video di Ra di Martino, Petite Histoire des Plateaux abandonnée (2012), in cui location cinematografiche nel deserto del Marocco appaiono come antiche rovine; l’indecrittabile Piastra 14 metri e 57 (2014) di Francesco Arena e le due sculture dalle marziane fattezze di Alice Ronchi, della serie Kilimanjaro (2014).
L’astronauta caduto, fino al 10 maggio; Info: www.aplusa.it

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