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Liu Xiaofang a Visionarea

Inaugurato con successo il terzo appuntamento di Visionarea, il nuovo temporary art museum della capitale diretto da Matteo Basilè, nato in collaborazione con l’Associazione amici dell’Auditorium e grazie al lungimirante sostegno della Fondazione Terzo Pilastro- Italia e Mediterraneo. Fino al due febbraio il Chorus Cafè, nel panoramico mezzanino dell’Auditorium Conciliazione, ospita Future memories, la prima personale a Roma di Liu Xiaofang, giovane e acclamata artista cinese che con le sue fotografie dà impulso a un viaggio nel tempo e nel sogno. Le opere di Xiaofang aprono una finestra di pensieri e fantasie in chi le osserva. La bambina che nel ciclo I remember si trova affacciata in sterminati orizzonti di cieli, mari o ghiacciai, è inserita dall’artista in fase di post-produzione. Si tratta della figlia di un’amica di Liu, ma al tempo stesso evoca quello stupore virginale della fanciullezza ancora molto vivido nell’artista, come pure in ognuno di noi, se solamente lo sappiamo assecondare. Liu è una delle tante figlie uniche che non hanno potuto ricevere il dono di fratelli o sorelle, in ottemperanza ai dettami della politica cinese di controllo delle nascite che, nel 1979, vietò per legge di mettere al mondo più di un bambino. Questo senso di solitudine ha sviluppato dentro di lei una grammatica e un’etica della visione in cui l’idea di memoria è più che altro un sostrato spirituale, alla maniera di Bergson, ossia “durata” della coscienza. Nella valigetta degli strumenti Liu Xiaofang tiene una fotocamera reflex digitale, una analogica medioformato, un computer e uno scanner per negativi, ma porta anche lo sguardo e l’esperienza della pratica pittorica. Il suo processo creativo si dipana effettuando inizialmente tantissimi scatti, ma la scelta dell’istantanea giusta da trasformare in opera d’arte avviene in un momento di folgorante illuminazione, per quella facoltà di improvvisare e intuire che è data solo agli animi più sensibili.

«È un’artista ipercontemporanea che riesce a catalizzare l’attenzione degli osservatori, lavorando sull’idea di materia, intesa come natura, come corpo, ma anche come materia degli oggetti più semplici dell’artificio quotidiano – afferma il curatore della mostra Alessandro Demma – Ha anche una visione occidentale, perché esprime una verità alterata che la avvicina alla poetica di Baudrillard e la proclama come figlia della nuova apertura che la Cina sta dimostrando nei confronti dell’Occidente». La scelta espositiva di Future memories conferma la grande attenzione di Visionarea per i più significativi talenti internazionali. «Questo nuovo spazio in cui vivere in modo diverso l’incontro con le più varie arti è il mio diario di bordo – dichiara il direttore artistico Basilè – le suggestioni dei viaggi che ho fatto, come quelli in Estremo Oriente, mi guidano nel delineare la programmazione degli eventi di Visionarea. Liu Xiaofang racconta di aver visto e rivisto infinite volte Amarcord di Federico Fellini e di averne tratto ispirazione per la singolare relazione tra realtà, sogno e immaginazione che è essenza poetica dei suoi lavori fotografici. Ed è proprio il grande cineasta italiano a ricordarci che l’unico vero realista è il visionario». . Fino al 1 febbraio; Info: www.visionarea.org

 

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