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Diario segreto di Pasolini

«La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza», scriveva Pier Paolo Pasolini. Come spesso accade ai grandi, la considerazione e il rispetto si acquisiscono – da parte dei più – quando ormai si è lasciata la vita terrena. Una sorte analoga è toccata all’intellettuale bolognese, che a quarant’anni dalla sua scomparsa (era il 2 novembre 1975) è stato ricordato lungo lo stivale con una serie di iniziative. Mostre, proiezioni, reading ed eventi di varia fattura hanno celebrato – o tentato di farlo – il poeta, scrittore, giornalista, regista e sceneggiatore. Sintetizzando, una delle voci più nobili della coscienza nostrana. Un omaggio particolare, invece, arriva da Becco Giallo, che già nel 2005 aveva offerto – attraverso il prezioso lavoro di Gianluca Maconi – un ritratto umano e vivido dell’intellettuale dando alle stampe Il delitto Pasolini. Oggi la casa editrice presenta Diario segreto di Pasolini (208 pagine, 17.50 euro), con testi di Elettra Stamboulis e disegni di Gianluca Costantini. Si legge nella presentazione: «Questo diario, segreto nel senso di mistico, è falso e autentico insieme: immaginato lavorando sulle lettere private, le interviste, i film e gli scritti dell’autore, è una registrazione sentimentale di Pier Paolo Pasolini prima di diventare Pasolini».

Prendendo il là da una frase che venne scritta dopo la sua morte («la cosa più importante che Pasolini avrebbe potuto dare ai suoi contemporanei sarebbe stata il suo diario»), gli attenti Stamboulis e Costantini propongono una autobiografia immaginaria, ma al contempo basata su tutti i dati di realtà disponibili. Un diario disegnato, segreto nel senso di mistico – «che cos’è un diario? Quella cosa con cui fai finta di parlare senza che qualcuno la legga» – immaginato lavorando, appunto, su interviste, pellicole, lettere private e saggi dell’intellettuale. Un diario a colori dalla lettura assai scorrevole, che ripercorre la vita di Pasolini fin da quando è nel ventre materno («sono ancora nella pancia di mia mamma e già sento che qualcosa di grande succederà»). E ancora, l’infanzia – «sarò sempre un bambino prodigio, per la mia famiglia piccolo borghese» –, la morte del fratello Guido, partigiano ucciso tragicamente da altri partigiani, gli anni di formazione e crescita, dai quali emerge un carattere curioso e poco incline al compromesso («può un libro cambiarti la vita? E un insegnante, tra parentesi? Pare di sì»). Senza dimenticare la grande passione di Pasolini nei confronti dello sport, che definisce «la mia pura, continua, spontanea consolazione». Puntando sulla commistione di stili diversi, Stamboulis e Costantini sorprendono il lettore con un volume delicato e toccante. Info: www.beccogiallo.org

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