I colori d’America

Gaeta

Sarà una mostra rivelatrice per molti, la retrospettiva che celebra Paul Jenkins alla Pinacoteca Comunale di Gaeta e curata dall’associazione culturale Novecento sotto la cura scientifica di Giorgio Agnisola. Un’esposizione completa ed esaustiva, a pochi anni dalla morte dell’artista, con opere provenienti da diverse collezioni private e in particolar modo dalla Montecarlo Interrnational Art di Antonio Sapone, che conobbe direttamente Paul Jenkins In Italia a Taormina. Campiture cromatiche come flussi di coscienza, andamenti più o meno fluidi di colori costituiscono le sue opere e il corpus in mostra questa stagione chiamate Phenomena, ovvero rivelazioni ed epifanie su enormi tele del proprio inconscio. Nato e vissuto in America, decise negli anni maturi della sua carriera di trasferirsi per lunghi momenti in Francia, proprio a Parigi, sentendo ancora vivo un confronto ed un dialogo con le terre dove erano nate le sperimentazioni astratte e rivoluzionarie di tutta l’arte visiva del Novecento.

Poco celebrato in Italia, è stato invece un genio del Novecento, esponente dell’Espressionismo astratto americano. Insieme a Marc Rothko e Jackson Pollock ha vissuto la stagione prolifica americana degli anni ’50 a New York, frequentando maestri e artisti emigranti dall’Europa in America, dove avevano portato le astrazioni del Cubismo e altre avanguardie oltre all’Espressionismo degli artisti tedeschi di inizio secolo. Da questo humus culturale e dal contatto con personalità come i maestri statunitensi Yasuo Kuniyoshi e Morris Kantor si è creata la sua poetica visiva. Una pittura fatta di cromatismi e astrazioni, onde, o talvolta, esplosioni e sacche di colore scritte dall’artista in una particolare condizione spirituale e metafisica. Pennellate, dripping, colature di vernice come scrittura, complice del suo fare pittura è stato l’armeno Georges Ivanovič Gurdjieff. Filosofo, scrittore e poeta riconosciuto come il maestro delle danze andava professando che l’uomo viva uno stato di veglia apparente e che siano necessari tecniche diverse per trascendere ad uno stato superiore di sogno e di consapevolezza della propria esistenza.

Ma i Phenomena presenti a Gaeta sono il frutto di una stagione matura dell’artista, quella nutrita degli scritti di Kant e di quelli di Goethe. Del poeta tedesco innamorato della scienza, Paul Jenkins ha fatto sua la Teoria dei colori, un’opera gigantesca in netto contrasto con le precedenti teorie newtoniane. L’accostamento multiplo di alcuni colori in particolare, come il giallo e il blu, gli unici ritenuti primari da Goethe dimostrano questo, e pure tanti altri artisti a partire da William Turner ne erano stati affascinati, professando con la tavolozza e i pennelli le congetture di Goethe. Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Paul Gauguin, Van Gogh e non ultimo l’americano Paul Jenkins, l’artista venuta dall’America e innamorato dell’Europa.

Dal 26 luglio al 26 settembre
Pinacoteca Comunale di Gaeta. Palazzo San Giacomo, Via De Lieto n. 2, Gaeta


 

 

 

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