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Sendai City. Alla fine del futuro

A Napoli, dopo il successo riscosso a Merano e Bologna, giunge la terza tappa della mostra Sendai City. Alla fine del futuro di Marco Bolognesi, curata da Valerio Dehò e Massimo Sgroi, L’esposizione è un percorso articolato e interattivo, in cui il visitatore entra fisicamente in Sendai City, la città postmoderna dove vivono organismi cibernetici, mutanti, valchirie aggressive e poco vestite, numerose schiere di robot e un ridottissimo esercito di umani prodotti in laboratorio. La megalopoli ipertecnologica creata da Bolognesi in dieci anni di ricerca e sperimentazione (il titolo Senday City è un omaggio allo scrittore cyberpunk William Gibson), è un mondo metafisico alternativo, governato da un’intelligenza artificiale e sospeso tra passato e futuro, in cui l’artista racconta le contraddizioni del nostro presente in un mix psichedelico. Bolognesi, artista e film-maker emiliano, si laurea al Dams e negli anni ’90 inizia con le sue prime opere video, realizzate per la Rai e presentate al Giffoni Film Festival e alla Biennale di Venezia. Vincitore già nel 2008 del premio miglior film fantascientifico all’Indie Short Film Competition in Florida, nel 2014 inaugura a Merano Arte il primo capitolo della personale Sendai City. Alla fine del futuro, di cui il secondo capitolo viene proposto nel 2015 a Bologna, ad ABC e SetUp Art Fair.

Nel percorso espositivo al Pan di Napoli si incontra l’astronave Mock up, una selezione di fotografie tratte dalle serie C.O.D.E.X. blue, Geiko e Babylon Federation, oltre a una serie di pastelli su carta realizzati con un collage di ritagli tratti da vecchi film di fantascienza. Il Bomar Universe, ovvero l’Universo di Bo(lognesi) Mar(co), pone il visitatore davanti a un interrogativo sociale ed esistenziale sulle trasformazioni quotidiane dovute al progresso. In cosa l’umanità si stia trasformando e di quale futuro stiamo parlando? Sembra chiedersi Bolognesi L’esposizione si snoda attraverso un percorso di installazioni, video, fotografie, disegni, collage, si trasforma in questo modo in uno studio sul potere della tecnologia e sull’impatto che la stessa ha sulla globalizzazione. Sendai City è la città del futuro, un futuro in cui stiamo vedendo la fine. È il futuro di Bolognesi, in cui le multinazionali governano il mondo, la macchina vince sull’uomo, e non si distingue più cosa è reale da cosa non lo è, in cui si aprono grandi interrogativi sul ruolo della tecnologia e della manipolazione genetica. Valerio Dehò, sintetizza così il progetto espositivo: «Il progetto di Sendai City ci restituisce un’utopia ed un incubo: il sogno dell’uomo di liberarsi dalla sua carnalità e dalla morsa del tempo e la paura di non poter più usare la coscienza per distinguerci dai robot e dalle macchine in genere. Ma per saperlo davvero, per capire veramente se le briciole di queste storie diventeranno la nostra storia, bisognerà attendere la fine del futuro. Solo allora, forse, comincerà il presente».

Fino al 28 giugno 2015, Pan, Napoli; info: www.palazzoartinapoli.net

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