LivornoInContemporanea

Inizia un nuovo e lungo percorso artistico a Livorno che si protrarrà fino a dicembre, che va sotto il nome di LivornoInContemporanea, reso possibile con la preziosa collaborazione del Centro per l’Arte Luigi Pecci di Prato nell’ambito del progetto regionale Cantiere Toscana contemporanea. Un insieme di interventi, performance e opere in cui sono coinvolti artisti, critici, curatori a partire da Andrea Ceresoli e il gruppo A12 di Milano, Claudia Losi, Pietro Gaglianò e infine Jimmie Durham e la compagna MariaTeresa Alves. Tutto è cominciato a fine maggio con la performance collettiva UpGiotto in una delle piazze più antiche e popolari della città. UpGiotto è un gioco di strada, ideato da Andrea Ceresoli e dal gruppo A12 (collettivo di architetti) di Milano, che è stato giocato per la prima volta nel 2010 nelle le strade di Città del Messico. Arrivato in Italia ha fatto già diverse tappe a Napoli, Roma, Genova, Gallarate. È stato poi il turno di Livorno dove per un giorno intero una piazza è tornata a essere il luogo di chi la vuol abitare, un luogo vissuto e vivibile, senza ostacoli di sorta e con la scusa di un semplice gioco fatto con carte e gessetti per una gara di disegno dettato da tracciare per terra.

Per la fine dell’estate è previsto l’invito dell’artista Claudia Losi, celebre per il suo Balena Project di qualche anno fa, un intervento protrattosi a lungo nel tempo e in giro per l’intero pianeta. La cittadinanza sarà nuovamente invitata a riutilizzare, ripensare uno spazio pubblico con le stesse attive modalità di occupazione dello spazi. Il filo, letteralmente questa volta, che ricongiungerà le persone al luogo sarà la costruzione lunga e casuale di una gigantesca trama di corde e funi, recuperati in varie parti della città. Il cordame sarà idealmente anche il filo che unisce la contemporaneità al passato di una città costruita sul mare e della sua cultura, come elemento utilizzato da secoli per i lavori portuali. Un filo di Arianna tra l’uomo e il suo spazio, tra il suo presente e il suo passato.

Saranno poi presenti due artisti internazionali, Jimmie Durham statunitense, anzi nativo americano e attivista, artista, poeta e saggista, performer ed educatore insieme alla compagna Maria Teresa Alves. La sua notorietà si deve alla sua complessa ricerca artistica, volta a indagare da una parte la natura attraverso gli espedienti di una sorta di vitalismo magico e dall’altra a ripensare la nostra contemporaneità, riutilizzando oggetti di scarti, se non proprio rifiuti, e mettendo in crisi i nostri punti fermi rieducandoci attraverso performance dalle dinamiche distruttive. Una ricerca artistica come processo cognitivo ed esplorativo, che l’artista sintetizza in poche parole: «Voglio pensare all’arte. Voglio che sia parte del processo riflessivo dell’umanità, non di quello emotivo. Di emozioni ne abbiamo già abbastanza, di pensieri no». Più che una sorpresa dunque l’intervento di Durham, previsto per l’autunno inoltrato. Pietro Gaglianò, critico d’arte darà conclusione alla piattaforma con un saggio critico dell’anti-monumento, il valore e il rapporto tra monumenti, resti di monumenti e la collettività deputata ad accoglierli. L’intero programma è stato ideato dalle associazioni culturali React e CaricoMassimo, Alessandra Dini e Alessandra Poggianti, la cura dei programmi didattici alla Coop. Itinera.

Info: www.livornoincontemporanea.it

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