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Fashion as Social Energy

La mostra Fashion as Social Energy aperta fino al 30 agosto e accolta nelle sale del primo piano di palazzo Morando, è a cura di Anna Detheridge e Gabi Scardi si propone di affrontare in chiave inedita il rapporto tra arte, moda e riflessione sociale: uno scorcio su linguaggi, identità, sensibilità, etica ed estetica in forte trasformazione. L’esposizione si snoda lungo un straordinario percorso di opere, tra video e installazioni, realizzate da quattordici artisti nazionali e internazionali. Fra gli altri: Mella Jaarsma, Kimsooja, Maria Papadimitriou, Lucy+Jorge Orta, Claudia Losi, Michelangelo Pistoletto, Marzia Migliora e Luigi Coppola, Wurmkos e Bassa Sartoria, Rä Di Martino, Kateøina Šedà.

Opera emblema della mostra è forse la Venere degli stacci di Michelangelo Pistoletto un’installazione nata da un accostamento provocatorio e apparentemente stridente: la riproduzione della Venere con mela dell’artista neoclassico Bertel Thorvaldsen è accostata a un cumulo di abiti. La scultura, che evoca pose e proporzioni della Venere di Milo e la Venere Callipigia, è un esperimento di doppia imitazione e rappresenta l’inclusione del classico nell’epoca della riproducibilità tecnica. Il calco industriale in gesso è un prodotto seriale come gli abiti che la dea sembra in procinto di indossare, contaminando così il suo canone con il caos contemporaneo. I temi cardine della mostra ruotano proprio attorno a questo profondo cambiamento in atto nei codici di abbigliamento e comportamento: la contaminazione tra tradizione e innovazione, i meccanismi nascosti e in costante trasformazione di inclusione e di esclusione, la vulnerabilità del corpo e la fragilità delle identità personali; l’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione nei materiali e nei tessuti sempre più immateriali, una progressiva diffusa mobilità, la crescente consapevolezza della responsabilità delle persone nei confronti dell’ambiente e del lavoro altrui e infine l’importanza della memoria e la valorizzazione della propria soggettività.

Il percorso espositivo si presenta come un insieme di storie nelle quali la dimensione singola e quella collettiva si intrecciano inscindibilmente. «Fashion as Social Energy è un’esposizione sulla vita, sui modi di essere e di vedere – afferma Anna Detheridge – gli orizzonti evocati dagli artisti in mostra rappresentano un nuovo inizio che potrebbe regalare alle arti applicate un ruolo più rilevante nel quadro della società contemporanea, una voce nuova e più forte a sostegno dei valori intrinseci comuni a tutte le culture che tragga linfa dalla voglia di sopravvivere e dal desiderio di essere parte di comunità significative in un mondo capace di accogliere la differenza, piuttosto che vederla come motivo di conflitto».

Fino al 30 agosto, palazzo Morando via Sant’Andrea 6, Milano; info: www.fashionasocialenergy.org

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