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Menti a Tavola

Metti una sera a cena, a Napoli, per celebrare la cultura gastronomica partenopea, con i piatti dello chef Carlo Spina, nel ristorante Mangiafoglia di Stefano Civita e le mostre selezionate da Maria Savarese. Cultura gastronomica ed espressioni artistiche, piatti ricercati e opere d’arte. Mangiafoglia, appellativo che caratterizzava i napoletani fino agli inizi del ’700, prima che venissero soprannominati “mangiamaccheroni”, è stato scelto da Stefano Civita per esaltare i sapori della cucina campana, quella delle origini, radicata nel cuore della tradizione locale. Al confine tra tradizione e innovazione, ogni piatto rappresenta un omaggio  all’estetica oltre che al gusto. E proprio su questa linea di contaminazione degustativa  e visiva, nasce l’idea di ospitare all’interno del ristorante un ciclo di mostre di artisti, selezionati da Savarese, che hanno pensato e realizzato lavori per lo più a tema. Si vuole dare vita a un percorso multisensoriale, risultato di una felice sintesi tra l’opera e il contesto che si dispone ad accoglierla. Elementi, apparentemente contrastanti, convivono nel medesimo ambiente, grazie alla poliedricità propria del Mangiafoglia. A inaugurare l’iniziativa, giovedì 21 Maggio, è il progetto Menti a Tavola di Felix Policastro: funzionalità ed estro, a metà strada tra arte e design. Oggetti che acquisiscono una destinazione d’uso diversa dal previsto, quasi a voler creare un nuovo abbecedario visivo; disegni dedicati alle grandi menti del passato esposti alle pareti, tra cui spiccano nomi quali Giordano Bruno, Vincent Van Gogh, Modigliani, Marcel Duchamp, solo per citarne alcuni.

Nato il 14 settembre 1961 sulla riva sud dell’Orinoco, a Ciudad Bolivar in Venezuela, Policastro vive e lavora oggi nella Piana del Vesuvio. Si interessa da subito ai sistemi di comunicazione visiva, coltivando esperienze in diverse discipline ed azzardando, nei primi anni Ottanta, una propria espressione artistica, con il solo uso di colori, e forme fantastiche. Sperimentando tecniche innovative su materiali e supporti naturali indirizza la sua ricerca artistica verso la funzionalità e mira alla definizione del “progetto divino”: il tentativo di instaurare un rapporto intellettuale tra l’uomo e la natura. Artista di fama internazionale, Felix tiene, nel corso degli anni, mostre in Italia, Belgio, Londra, Francia, Principato di Monaco, Miami, Sudafrica, Scozia, Iran, Atene godendo della stima di illustri maestri e celebrità quali il poeta Felice Carmine Simonetti, con il quale nasce una reciproca collaborazione, o ancora il direttore della galleria Croix Baragnon di Toulouse in Francia che gli dedica una personale intitolata: Alcabala. Tra il 2005 e il 2006 Philippe Daverio e Jean Blanchaert curano la mostra: 1000 artisti per un’indagine eccentrica sull’arte in Italia, Policastro viene segnalato da terre blu design, il catalogo è edito dalla Rizzoli. La sua attività artistica è un gran fermento di idee consacrate nel 2011 con la partecipazione alla 54a Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia, dedicata al centocinquantenario dell’Unità d’Italia, a cura di Vittorio Sgarbi e la recentissima presenza ad Expo 2015 con la collettiva: Totò benvenuto ad Expo- Il riso nutre il corpo e l’anima. Una dimensione conviviale, quindi, una sorta di dialogo tra cibo, arte e decor. Gli stessi complementi d’arredo diventano oggetti per la tavola reinterpretati dall’artista: pezzi unici in ceramica, (prodotti dal laboratorio Terre Blu di Caserta) dedicati alla quotidianità. Mangiafoglia cambia pelle trasformandosi in un cenacolo contemporaneo, dove poter entrare in contatto con la vera tradizione artigiana e artistica partenopea. Non un semplice ristorante, ma un punto d’incontro tra enogastronomia, arti, design.

Dal 22 Maggio al 26 settembre 2015, Mangiafoglia: dove L’Ospitalità diventa Arte, Via Giosuè Carducci, Napoli

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