I ruoli del femminile

Due anni a confronto, il 1974 e il 2015. Quarant’anni di una grande allusione, quella dell’invenzione del femminile e dei suoi volti, che dà il titolo alla mostra fotografica inaugurata al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università romana La Sapienza, con la curatela di Raffaella Perna e Ilaria Schiaffini. I ruoli del femminile a confronto, ieri e oggi.

Ieri, nel 1974, anno in cui fermentavano come frizzanti bollicine di vino novello i collettivi femministi, era stata Marcella Campagnano, ad indagare – allora come fotografa e giornalista amatoriale – l’Invenzione del femminile, la costruzione dell’identità della donna. Così intrappolata in quei pochi personaggi che poteva interpretare, in quello che possiamo definire, citando la poetica pirandelliana, il teatro della vita. La sposa, la casalinga, la mamma, la prostituta. Questi erano i soli ruoli che la società consentiva a chi nasceva con il cromosoma XX. Quelli che, come vestiti rimpiccioliti da un lavaggio errato, calzano stretti addosso a Campagnano e alle sue amiche e compagne. Eppure, li hanno indossati, per quella mostra sui Ruoli del 1974, in cui erano ritratte, dagli scatti della Campagnano, in sequenze di immagini in bianco e nero. Oggi, nel 2015, quella donna, che quarant’anni fa poteva essere solo o suora o sposa o prostituta, sembra quasi guardarsi allo specchio, non per vedere i segni del tempo trascorso, ma per scrutare cosa, nella proiezione della sua immagine allo specchio e nella società, sia cambiato.

Due immagini del femminile a confronto a cui hanno lavorato gli studenti del Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo e del corso di laurea in Scienze della moda e del costume della Sapienza, insieme con gli allievi dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, coordinati da Simona Cresci e dallo stesso direttore dell’istituto, Maurizio Valdarnini. Da giovani donne e uomini contemporanei viene rivisto e riletto il lavoro della Campagnano che, dopo una riflessione sul rapporto tra arte, identità e ruolo, viene rielaborato e reinterpretato dagli studenti. Non si tratta di una Campagnano, ormai matura e affermata, che guarda se stessa e la donna della sua generazione nei cambiamenti del femminile, quelli subiti, quelli voluti, quelli ancora desiderati. Sono piuttosto le piccole donne di oggi a sfogliare il passato scorrendo le sue fotografie, e a vedere e immaginare quei cambiamenti, cercando di rappresentare e raccontare con la stessa tecnica di allora, la fotografia, seppur anche lei cambiata ed evoluta, i cambiamenti sociali degli ultimi decenni e gli odierni stereotipi di genere.

Memori della action realizzata da Campagnano a Milano in occasione della rassegna Mezzo Cielo tra il 1978 e il 1979, quando invitò le donne presenti a travestirsi e farsi fotografare nelle vesti dei ruoli del femminile, gli studenti hanno proposto, quarant’anni dopo, un’esposizione in cui alcuni di loro hanno svolto un compito simile. Modelli per un giorno, sono stati catturati, dagli scatti dei fotografi, nei panni dei ruoli della donna oggi. O meglio, nei volti in cui possiamo ritrovare il femminile, ruolo o invenzione che sia. Scelte dalla stessa Campagnano, nelle fotografie che allestiscono la mostra emerge la distanza storica e il cambiamento. In quelle foto, non più in bianco e nero ma stampate in digitale, emergono tutti i colori del femminile. Non solo rosa o bianco, o nero come il velo delle spose di Dio di certe congregazioni. Emergono i colori di una tuta mimetica, dentro la quale la donna può combattere fianco a fianco con l’uomo, o addirittura impartirgli ordini. Ma emergono anche i colori di strofinacci e presine nelle mani possenti di uomini che oggi svolgono le mansioni domestiche al posto o al fianco delle donne. O ancora, uomini che si curano quanto, se non più, delle donne.

Oggi il femminile si è spogliato dei vecchi abiti, per infilarsi in altri, nuovi, vestiti. Quelli discinti di rapper, quelli comodi di esploratrice, quelli mascolini di sportiva. E tale è l’allusione, l’illusione dei ruoli stereotipati del femminile, che anche un uomo, oggi, che sia o meno transgender, può indossare abiti femminili e sentirsi ed essere donna.

Fino al 16 maggio, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Roma; info: www.musei.uniroma1.it

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