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Mia, un bilancio

Compatta e ben strutturata, Mia fair si presenta come un successo: grande e costante l’affluenza, numerose e positive le indiscrezioni tra gli stand sulle vendite e un programma culturale che dimostra l’attenzione di chi lo ha pensato. Sono state infatti ben due le mostre in fiera, una dedicata alle foto d’archivio di Giuseppe Pellizza da Volpedo e l’altra sul fotolibro d’artista, non sono mancati contest per nuovi talenti – ormai imprescindibili per qualsiasi format fieristico – né talks impegnati che hanno analizzato le molteplici sfaccettature della fotografia.

C’è stata quindi la ressa, c’è stata la curiosità per la nuova location – il futuristico The Mall – e ci sono stati gli interventi di grande richiamo, come quello di Hans Ulrich Obrist per il focus su Roland Barthes. C’era tutto quello che ci si poteva aspettare, eppure, forse, è mancato proprio l’apporto più importante, quello delle gallerie presenti. Girando tra gli stand, sembrava che fosse stato dimenticato uno degli obiettivi principali per una fiera come Mia: dimostrare al grande pubblico dell’arte quanto è ampia e variegata la raggera di possibilità offerte dalla fotografia. Scarsi sono stati gli stand che hanno proposto al visitatore un assetto innovativo, che richiamasse la sua attenzione da quel senso di smarrimento e stanchezza che spesso coglie in fiere ben più grandi. Le opere esposte, poi, ricalcavano sempre lo stesso gusto, senza che niente emergesse con entusiasmo. Forse la causa è stata la presenza di un tema ricorrente, quello di Expo, voluto dal direttore Fabio Castelli e che, invece di funzionare da stimolo e base di fondo, ha condotto a un appiattimento generale. Purtroppo, in un periodo in cui il mondo delle fiere d’arte si arricchisce costantemente, proponendone spesso alcune in contemporanea, non è possibile offrire al loro pubblico un prodotto nella norma. Mia, infatti, non sarà potuta scampare al paragone con il Miart, da parte dei visitatori: la fiera d’arte contemporanea ospitata dal capoluogo lombardo negli stessi giorni ha d’altronde vantato quest’anno una presentazione davvero interessante.

Il mondo delle fiere comunque va veloce e la città meneghina pure: per gli appassionati è infatti già il momento di concentrarsi sul Salone del mobile e, soprattutto, sul ben più atteso Fuorisalone. Ciò che avrà una reale valenza per Mia fair saranno i bilanci di vendite e quelli di affluenza che sono per quest’anno del tutto positivi – complici i prezzi contenuti che tale medium permette e la sua innegabile presa sul pubblico più competente, quanto su quello alle prime armi. L’auspicio per il prossimo anno è quello di un format che trovi completezza negli intenti quanto nei contenuti, o forse in quest’epoca di biennali e fiere dovremmo smettere di voler affidare a queste ultime un ruolo che non spetta loro.

Info: www.miafair.it

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