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Studi aperti, Fblm

Si sono insediati da poco più di un mese. Gli artisti assegnatari aprono le porte dei loro atelier e presentano i loro progetti. Sono dodici gli artisti, nati tra il 1996 e il 1980, che hanno preso possesso dei rispettivi atelier di palazzo Carminati e del Chiostro SS. Cosma e Damiano in Giudecca: Valentina Furian, Enej Gala, Riccardo Giacconi, Caterina Morigi, Francesco Nordio, Miriam Secco, Davide Sgambaro, Sebastiano Sofia, Matteo Stocco, Valerio Veneruso, Christian Manuel Zanon e Annalisa Zegna. «È importante creare le condizioni perché gli artisti vivano Venezia come una casa, come un territorio che sentono proprio, da cui si facciano adottare per tempi lunghi» spiegava Angela Vettese nel 2013, quando lasciava la carica di presidente, e in effetti è proprio questa la particolarità che connota la residenza veneziana.

Il cammino di un artista è legato allo studio e alla ricerca, ma anche a tutto ciò che gli accade intorno, agli incontri che fa: il valore di una residenza che dura un anno è dato anche dal fatto che in questo arco di tempo di cose e incontri ne possono accadere molti. La città che accoglie diventa nel tempo un luogo familiare, una vera e propria casa in grado di portare gli artisti all’interno del proprio sistema. Gli atelier sono luoghi di sperimentazione, di contaminazioni, di confronto. Avere un luogo fisico in cui agire, in cui poter guardare quotidianamente l’evoluzione del proprio lavoro è sicuramente importante, ma di certo non è sufficiente. È necessario riuscire a creare le condizioni per realizzare un proficuo scambio di informazioni, momenti di incontro informali con altri colleghi, curatori e appassionati, mettere in relazione contesti diversi (cultura, impresa, università ad esempio) per fa sì che esista un network che sia uno stimolo per i giovani artisti. A questo proposito il programma 2015, oltre agli ormai abituali appuntamenti con la città durante gli open studio, la notte dell’arte e la mostra di fine residenza, prevede una serie di collaborazioni attive con importanti realtà del circuito nazionale e internazionale.

Tra queste, per il sesto anno consecutivo, Stonefly ha rinnovato l’impegno nel sostegno degli artisti, chiamandoli a prendere confidenza con i vari settori dell’azienda e a reinterpretare le dinamiche aziendali attraverso le singole pratiche artistiche; si rinnova anche il supporto della Fondazione Bonotto con la quale la Bevilacqua La Masa condivide la volontà di creare ulteriori momenti di studio e formazione attraverso l’accesso e la scoperta della collezione omonima. Primo risultato di questa collaborazione è il progetto espositivo FluxBooks, dedicato ai libri d’artista prodotti in ambito Fluxus con cui gli assegnatari del 2014 si son confrontati (fino al 26 aprile). Insieme ai dodici artisti si alternano, per periodi più brevi, le residenze di due artisti stranieri: Felipe Arturo (Bogotà, Colombia, 1979), selezionato nell’ambito del programma illy SustainArt, e Cecilia Jonsson (Stoccolma, 1980; vive e lavora a Bergen), già operativa a Venezia grazie alla collaborazione con l’Office for Contemporary Art Norway, con una ricerca focalizzata sulla materia e in particolare sul rapporto tra organico e inanimato, esprimendo le tensioni e le implicazioni a livello globale. Durante questo percorso i singoli progetti verranno sviluppati e realizzati dagli artisti che, al contempo, getteranno le basi per ulteriori esperienze future. Con la curiosità di stare a vedere quante cose accadranno, Inside Art ha intanto posto loro alcune domande che verranno pubblicate nei prossimi giorni.

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