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Arco 2015, un bilancio

L’arte contemporanea è passata da Madrid. La capitale spagnola si è convertita in un prestigioso centro artistico contemporaneo grazie all’intensa settimana della Feria Internacional de arte contemporáneo Arco 2015, ”una delle migliori edizioni degli ultimi anni” stando al riscontro fatto dagli organizzatori della manifestazione e alle parole di Carlo Urroz, direttore della fiera. Arco che negli anni è diventata uno dei principali punti di riferimento per l’arte contemporanea su circuito internazionale, è organizzata per IFema e raduna un’offerta artistica ricchissima tanto da supportare lo sviluppo del marcato artistico sia privato che istituzionale. Le stime di questa edizione parlano di un numero di visitatori che ha superato le 100.000 presenze tra le quali quelle dei 27.280 tra collezionisti e professionisti giunti di tutto il mondo. Un’atmosfera elettrizzante in cui artisti di ogni angolo della terra si sono confrontati tre opere, gallerie e progetti presenti.

In questa edizione erano presenti, provenienti da ben 33 paesi differenti, 300 collezionisti, il 50 per cento dei quali si trovava ad esporre per la prima volta per Arco, tutti, però, hanno riscontrato un’ottima risposta di vendita che ha superato le aspettative, in un clima di ottimismo tale da indurre a pensare che i tempi della rispesa dalla crisi stanno per giungere. Tra le tante novità, un’attenzione particolare dei collezionisti cinesi per gli artisti spagnoli. Tra le ragioni del successo ci sono l’armonia e l’allegria che hanno segnato l’edizione, chiaramente visibile anche per le strade della città, e sicuramente il legame instaurato tra Arcoe l’America Latina. La Colombia è stato il paese ospite d’onore di questa edizione di Arco, presente con ben 13 gallerie, selezionate da Juan A. Gaitán, direttore del museo Tamayo di Città del Messico. Una presenza che istituzionalmente è stata simboleggiata dal discorso di chiusura dell’edizione del presidente colombiano Juan Manuel Santos. Quanto ai premi, l’associazione spagnola di critici d’arte, AICA/Spain, dopo aver visitato i vari padiglioni, ha assegnato il titolo di Miglior Galleria di Arco allo stand della galleria Cardi di Milano, per una esposizione impeccabile, uno spazio caratterizzato dal buon gusto e dalla composizione inappuntabile.

Tra le opere della galleria, fondata nel 1972 e specializzata in arte post-bellica e contemporanea, i lavori di Lucio Fontana, Michelangelo Pistoletto, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Turi Simeti, Giulio Paolini, Agostino Bonalumi o Pino Pinelli. Il premio come Miglior artista internazionale è stato assegnato all’inglese Julian Opie, della galleria portoghese Mario Sequeira, mentre a Gregorio Peño, della Galleria Michel Soskine, è andato il premio come Miglior artista spagnolo. Il premio Arco Madrid Beep de Arte elettronico è astato conferito all’artista brasiliana Analívia Cordeiro per la sua video installazione M3X3 del 1973 presentata nella Galería Anita Beckers. L’opera è considerata il primo lavoro di video-arte brasiliano. Tanti ancora i premi istituzionali e privati per questa fortunata edizione che ha riunito l’arte contemporanea in una città, Madrid, pronta ad accogliere artisti, professionisti e visitatori curiosi in una veste più matura e puntuale che sicuramente ha influito sul bilancio finale della kermesse. Tirando le somme l’arte vince, vende, guadagna e fa girare l’economia, sia spagnola che internazionale, oltre che far trarre profitto in termini immateriali a tutti coloro per la quale l’arte è esposta e per la quale di espongono.

Info: www.ifema.es/arcomadrid_01/

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