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Avedon alla Gagosian

La bellezza colta da Richard Avedon è quella che si potrebbe chiamare bellezza oggettiva, di quelle che non sono opinabili, che non possono essere soggette a indecisione o giudizio. È la bellezza delle donne belle, è la bellezza dell’eleganza, la bellezza di un volto anche imperfetto che acquista una luce diversa e si eleva in una dimensione altra dalla realtà. Approdato al mondo dell’immagine come assistente fotografo della Marina mercantile durante la Seconda Guerra Mondiale, Avedon diventa presto un esperto nella composizione e nella scelta stilistica nella narrazione di un volto: lui stesso racconta di aver scattato moltissime fotografie prima di diventare veramente un fotografo. Il salto di qualità arriva nell’acquisizione di una consapevolezza che gli permette di passare dal semplice scatto iconografico all’ingresso nell’identità dei soggetti fotografati.

Approdato al mondo della moda negli anni Quaranta Avedon racconta le grandi modelle e i volti del cinema e dello spettacolo sapendo sempre riproporli in maniera originale e divertente agli occhi di chi li avrebbe visti catturati in un’immagine. Catturare forse non è nemmeno il verbo adatto per quelle che sembrano storie fermate e pronte a ripartire: anche nella perfezione di corpi che si sposano con abiti meravigliosi, gli occhi delle modelle mantengono un guizzo pieno di vita e di energia. Così la Marylin delle copertine è una donna bellissima ed elegante ma con uno sguardo perso; così la Sophia Loren dal sorriso smagliante è una nuova Medusa dai capelli scarmigliati; così Dovima è una regina fra gli elefanti; così l’Elsa Maxwell nota a tutti come giornalista può essere ripresa mentre accarezza una puzzola; così Suzy Parker e Robin Tattersall sembrano volare sui loro pattini nel cuore di place de la Concorde a Parigi. Un mondo di volti noti che tornano ad essere persone, caratteri, peculiarità uniche. “Ogni volta che mi concentro sulla bellezza di un viso, sulla perfezione di ogni singolo dettaglio, mi sembra come se non potessi cogliere cosa ho di fronte. Così ogni sessione diventa una sfida”, racconta il fotografo e la sfida non risulta mai persa. Che sia semplice saper raccontare la bellezza? Che si possa pensare che si tratti di una sfida facile da vincere? Se già Avedon conferma di essere un maestro nella sua arte quando affronta il mondo della moda, il risultato è ancor più convincente quando approccia il mondo reale, la gente qualsiasi. Questo vuol dire andare beyond the beauty, al di là della bellezza: non fermarsi alla sua oggettività ma saperla rendere universale.

Dal 27 febbraio all’11 aprile, Gagosian Gallery, Via Francesco Crispi 16, Roma; Info: www.gagosian.com

 

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