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La Fontana ferma

Pizzi Cannella, scultore romano tra i più apprezzati in Italia, giunge finalmente in terra irpina, luogo in cui, dal 19 gennaio al 9 febbraio, espespone la sua personale Pizzi Cannella. La Fontana Ferma – Fusioni in bronzo 1987 – 2013. Così la città di Avellino, grazie alle attente intuizioni della curatrice Maria Savarese, accoglie un altro grande artista contemporaneo, dopo aver ospitato importanti personalità del panorama culturale italiano, da Ettore Scola a Gianni Fiorito, da Toni Servillo a Paolo Sorrentino, da Moni Ovadia allo stesso Pizzi Cannella, da Andres Neumann a Fabrizio Gifuni, con la conseguente grande affluenza di pubblico e confermando la possibilità che le terre irpine diventino meta culturale e turistica.

Piero Pizzi Cannella negli anni ’70 frequenta le lezioni di Alberto Ziveri all’Accademia di Belle Arti di Roma occupandosi in questo periodo di arte concettuale. Partecipa fin dagli esordi alle attività della neo-avanguardia della  Stanza, galleria romana gestita da un gruppo di artisti, luogo dove terrà la sua prima mostra personale nel 1977 e una installazione concettuale nel 1978. Negli anni ’80 espone dipinti figurativi alla galleria l’Attico di Roma e in numerose occasioni alla Annina Nosei Gallery a New York, alla Galerie Folker Skulima a Berlino, alla Galerie Triebold a Basilea, opere incentrate sull’evocazione della figura umana attraverso oggetti d’uso comune decontestualizzati, come mobili, indumenti, accessori. Prende parte a numerosi eventi ed esposizioni collettive: Biennale di Parigi e San Paolo di Brasile (1985); Biennale di Sidney (1986), XI e XII Quadriennale di Roma (1986 e 1996); Biennale di Venezia (1988, 1993 e 2011); Biennale di Istanbul (1989).

Le sculture di Pizzi Cannella si presentano come una trasposizione dei suoi disegni, una materializzazione tridimensionale senza alcuna velleità di appropriarsi dello spazio; i dettagli sono curati ed elaborati con diversi mezzi, prediligendo tele e carta, ma le sculture e le ceramiche realizzate in passato risultano idealmente atti che compongono un’unica grande opera.
Pensata appositamente per le stanze del Complesso monumentale carcere Borbonico di Avellino, il principale polo museale della provincia avellinese, la mostra di Pizzi Cannella presenta oltre venti opere, tra sculture e carte. In questa occasione, Piero Pizzi Cannella svela alcuni dei suoi lavori più intimi: l’artista ha più volte intrecciato alla sua attività pittorica quella scultorea dando vita, con quest’ultima, a piccoli oggetti preziosi e segreti. Nucleo della mostra è l’installazione la Fontana ferma, composta da quattro grandi anfore all’interno delle quali è previsto un sistema di irrigazione che consente un gioco specchiante di acqua sempre a filo con la bocca dei vasi. Attorno a essa, ruotano 14 sculture inedite, realizzate nell’arco di quasi 30 anni: i Gioielli, le Conchiglie, i Fiori secchi e le Lucertole che lo stesso artista definisce i suoi personaggi immaginari, sempre presenti nelle sue tele, compaiono qui per la prima volta sotto forma di scultura. Alle sculture, si aggiungono alcune grandi carte che approfondiscono la tematica dei vasi e delle anfore.

La prima scultura in creta realizzata dall’artista risale al 1978; ad essa, nel corso dei decenni, si sono aggiunte numerose piccole opere, alcune delle quali raggruppate in questa mostra per la prima volta. La mostra fa parte nell’ambito del progetto Irpinia: un sistema fra cultura e memoria.

La fontana ferma. Fusioni in bronzo 1987 – 2013
Dal 20 gennaio al 9 febbraio 2015
Complesso monumentale carcere Borbonico, via Dalmazia, 22, Avellino
Info: www.irpiniaunsistemafraculturaememoria.it

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