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Rockwell, una retrospettiva

Stockbridge Massachussets, esterno, giorno. La luce è chiara, i colori sono quelli di un autunno che sta per arrivare, sulla soglia dell’estate indiana, tra cielo azzurro e foliage. Immersa nella campagna della contea di Berkshires si trova una galleria particolarmente suggestiva: è il Norman Rockwell museum, progettato dall’architetto Robert Stern. Ospita la più grande e importante collezione al mondo di arte originale di Norman Rockwell compresi 998 dipinti e disegni originali, un archivio di più di 100 mila elementi, foto di lavoro, lettere, calendari personali, posta dei fan e documenti aziendali.

E per la prima volta, con la mostra American Chronicles: The Art of Norman Rockwell, promossa dalla fondazione Roma, Museo, palazzo Sciarra, dall’11 novembre all’8 febbraio 2015 saranno esposte in Italia oltre cento opere provenienti dalle collezioni di Stockbridge: propongono al pubblico una corposa retrospettiva dell’artista statunitense. In mostra sarà presentata anche la raccolta completa delle 323 copertine del The Saturday Evening Post, realizzate tra il 1916 e il 1963, una collezione unica che testimonia la cinquantennale collaborazione di Rockwell con la celebre rivista e cui dovette principalmente la propria fama. In esse ritrasse la società statunitense del suo tempo: per più di sessanta anni le sue illustrazioni rifletterono la politica, le guerre, i conflitti razziali, la conquista dello spazio, ma i suoi soggetti preferiti furono sempre le persone comuni, lavoratori, i monelli, stralci di quotidianità familiare che lui raffigurò con un realismo carico di poesia, le sue opere offrirono un rassicurante rifugio visivo durante un’epoca di cambiamenti.

Durante gli anni venti, mentre le città crescevano turbinosamente, l’artista volgeva la sua attenzione alla spontaneità del mondo di provincia, alla vita serenamente ripetitiva dei piccoli centri oltreoceano. Negli anni Trenta, proprio per l’intento confortante e familiare delle sue illustrazioni, non vi è traccia nelle sue opere degli effetti drammatici della grande depressione. Nelle piccole città vicine a Stockbridge si possono ancora oggi riconoscere tra le persone del luogo i figli e i nipoti di coloro che Rockwell aveva ritratto con il suo stile delicato, umoristico e ironico.

Rockwell era nato a New York nel 1894 e visse a Stokbridge gli ultimi venticinque anni della sua vita. Fu un acuto osservatore della natura umana e un narratore di talento. Dopo aver concluso il fortunato rapporto con The Saturday Evening Post collaborò nei dieci anni successivi alla rivista Look, per la quale compose immagini legate anche a tematiche sociali come la lotta contro la povertà e la battaglia favore dei diritti civili. Per tutelare la propria eredità artistica, nel 1973 fondò a Stockbridge l’organizzazione divenuta poi il Norman Rockwell Museum. Nel 1977, un anno prima della morte, a coronamento di una straordinaria carriera artistica, ricevette la medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti e nel 2000 fu eletto dal New York Times come ”il più grande artista del secolo scorso”.

Fino all’8 febbraio 2015; fondazione Roma museo, palazzo Sciarra, via Marco Minghetti, Roma; info: www.fondazioneromamuseo.it

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