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Il cervello è sexy

Dopo la retrospettiva dedicata alle sue performances dal Maxxi Stigmata, Actions and Performances 1976-2013, Jan Fabre torna a Roma con una ricerca tra arte e scienza, in due esposizioni che ancora una volta mettono al centro il suo interesse per il cervello: generatore di emozioni, organo-non organo sensibile agli stimoli esterni e sede dell’unione tra sacro e profano, bello e orrido. Alla galleria Ram radioartemobile (via Conte Verde) con la mostra Is the brain the most sexy part of the body? (omaggio a Jan Hoet da Jan F. e Mario P.) l’artista rende il suo personale tributo allo storico dell’arte e curatore belga Jan Hoet scomparso nel Febbraio del 2014. Guidando il pubblico attraverso una narrazione di aneddoti, incontri e scene di vita con l’amico Hoet, il percorso si snoda tra le pagine del Giornale notturno (scritto dall’artista dal 1978 al 1984 e dal 1986 al 1991) per culminare in tre installazioni: il video e i disegni di Is the brain the most sexy part of the body? opera del 2007, che vede Fabre porre una serie di interrpgativi allo scienziato naturalista ecologista Edward O. Wilson sul senso della bellezza, dell’etica, della sessualità e della vita, il video della performance teatrale De Koning van het plagiaat- Il re del plagio e l’installazione Einstein, Gertrude Stein, Wittgestein e Frankestein: immersi in vasi di acqua i cervelli dei 4 personaggi , i quattro “stein” (ndr. pietre in tedesco), quattro coralli a simboleggiare la trasformazione da organismi minerali in organismi viventi.

Il dualismo arte e scienza diventa affascinante esplorazione nella conversazione con lo scienziato Giacomo Rizzolatti, in Do we feel with our brain and think with our heart? in mostra alla galleria Magazzino, installazione che si articola in film, sculture e opere di carta. Accanto al video, un dialogo con il neurobiologo autore della scoperta dei neuroni specchio (un inedito del 2013), sculture e disegni esplorano le associazioni poetiche, la bellezza intrinseca del cervello, le neuroscienze e la biologia. Fabre riflette ancora una volta sull’essere umano proponendo chiavi introduttive verso altri mondi, nuove cariche simboliche interpretative della complessità dell’uomo, esplora l’empatia intesa come attivazione dei neuroni e superamento della barriera della corteccia celebrale, per arrivare alle emozioni. Mentre alcune forme nell’opera d’arte sono radicate dentro di noi (e il cervello le riconosce), questo è più difficile per l’arte contemporanea: do we feel with our brain and think with our heart? La domanda di Fabre è affermazione della propria visione. Come scrive Melania Rossi nel testo che accompagna la mostra «l’intelligenza nell’arte contemporanea è come una crittografia per la quale non esistono forme. La scienza non può certo liberare il contenuto dal suo commento e l’opera continua a sfuggirci continuamente, rimanendo ineffabile. La scelta giusta è quindi accettare la circolarità tra comprensione e piacere, cercare di tenere unite sensazione, emozione e cognizione».

Jan Fabre. Is the brain the most sexy part of the body? , fino al 28 novembre 2014 Galleria RAM –radioartemobile Via Conte Verde 15, Roma

Jan Fabre. Do we feel with our brain and think with our heart?, fino al 30 Novembre 2014, Galleria Magazzino, Via dei Prefetti 17, Roma

 

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