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Torna Digital life

Digital life torna al Macro di testaccio  nello spazio espositivo La Pelanda per la sua quinta edizione. La rassegna dedicata alla connessione fra le nuove tecnologie e l’arte contemporanea quest’anno è incentrata totalmente sul tema del suono e della musica, ospitando particolari strumenti d’artista. Il tema è Play, cioè il rapporto tra musica, scienze tecnologiche e arte. In mostra dieci opere sonore sperimentali, la maggior parte sono interattive e danno la possibilità allo spettatore di interagire con l’arte e di diventarne contemporaneamente attore e fruitore. L’esposizione si inserisce all’interno del Romaeuropa festival e si propone di analizzare come con l’utilizzo dei materiali e delle tecnologie che l’epoca ha da offrire, sia possibile attraverso l’arte anticipare i tempi. «Gli artisti contemporanei – afferma Monique Veaute, Presidente della Fondazione Romaeuropa – annunciano in maniera ludica il nostro futuro, quello delle città e delle case intelligenti, quello di un mondo dove il “transumanesimo” non sarà più finzione ma il nostro quotidiano».

L’interattività delle opere è probabilmente la maggior avanguardia del progetto perché oltre a farci immaginare il mondo di domani, porta all’interno di un museo un concetto di arte totalmente differente da quello a cui siamo abituati. Non più “guardare ma non toccare”, lo spettatore al contrario è chiamato a contribuire attivamente, senza il suo apporto l’opera perde di significato rimanendo un semplice oggetto privo di valore artistico. E così si diventa improvvisamente direttori di un’orchestra di campane tibetane, suonatori di telaio o di un’arpa di luce e si compongono melodie andando in altalena. Gli artisti selezionati dal comitato scientifico danno vita a un ambiente insolito, ludico e collettivo e vengono da tutto il mondo: Alexander Burton (Québec), André & Michel Décosterd (Svizzera), Veaceslav Druta (Moldavia), Douglas Henderson (USA), HeeWon Lee (Corea del Sud), Kingsley NG(Hong Kong), Leonore Mercier (Francia), Pietro Pirelli (Italia), Donato Piccolo (Italia) e Zahra Poonawala (Polonia).

Il progetto dedicato alle arti digitali vedrà una seconda sezione a Latina all’interno di palazzo M, uno degli spazi più rappresentativi dell’architettura razionalista sul territorio laziale. E se il Macro è l’habitat naturale dell’arte contemporanea, palazzo M al contrario permetterà al neofita di venire in contatto con i lavori di giovani artisti che presenteranno opere assimilabili ma diverse, creando un ponte ideale tra Roma e Latina con l’obiettivo di ridurre il gap di offerte culturali esistente tra la capitale e il resto della regione. Come ha affermato durante la conferenza stampa Lidia Ravera, Assessore alla cultura e politiche giovanili della regione Lazio: «Le nuove tecnologie, queste divinità fredde di cui tutti parlano e molti, istintivamente, diffidano, irromperanno nella nostra esperienza sensoriale, aprendo finestre dove c’erano muri, facendo saltare i confini, segnalando orizzonti imprevedibili, mobili, appena scoperti e già capaci di spostarsi. Entreremo, con la certezza dell’arte, nel territorio della virtualità.» Ma non solo arti visive, entrambe le sedi espositive ospitano infatti un festival nel festival con un fitto e interessante calendario di concerti, spettacoli e djset.

 

Dal 9 ottobre al 30 novembre; Macro Pelanda, piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

Dal 16 ottobre al 1 novembre; Palazzo M, corso della Repubblica, Latina

Info: www.romaeuropa.net

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