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AlbumArte al Flaminio

C’è chi dice che a Roma si dicono e si vedono sempre le stesse cose. C’è chi dice che a Roma il circuito dell’arte, soprattutto quella contemporanea, è chiuso e impenetrabile. C’è chi dice che qualsiasi possibile iniziativa sappia sempre di già visto o già fatto. Poi c’è ancora chi ha il coraggio di rischiare, di portare novità, di rompere il circolo vizioso creando un corto circuito e provando a entrare nel panorama contemporaneo romano seppur sia da molti considerato stanco e stagnante. Questo è il coraggioso tentativo di AlbumArte, il nuovo spazio che sbarca a via Flaminia 122, nel cuore del quartiere che ha visto la sua riqualificazione culturale contemporanea grazie al sorgere del nuovo auditorium Parco della Musica e il Maxxi, primo museo dedicato alle arti del XXI secolo e per l’esattezza in un contesto insolito, quello della vecchia rimessa per le carrozze di villa Poniatowsky.

Prima ancora di essere luogo dedicato a mostre, performance, workshop, video screening e sperimentazione artistica, AlbumArte nasce come associazione culturale, già attiva da tempo con una serie di progetti, tra i quali il gemellaggio culturale tra Parigi e Roma in collaborazione con la Mairie de Paris, Cité des Arts de Paris, Institut Français, Roma Capitale, assessorato alla Cultura del comune di Roma dal titolo Tandem Paris Rome 2014 che segue l’esperienza di residenze dal titolo Anteprima, svoltasi dal 2011 fra Istanbul, Parigi, Praga, Roma e prossimamente Venezia. La prima protagonista fra gli artisti è Christine Rebet, che presenta al pubblico il risultato del suo periodo di residenza promosso dalla Direction des Affaires Culturelles de la Ville de Paris e AlbumArte e di ricerca reso possibile grazie a Duplex, progetto nato dalla sinergia fra l’associazione culturale e il duo curatoriale Francesco Urbano Ragazzi (sempre nell’ambito del gemellaggio fra la capitale italiana e quella francese).
Per la prima volta in Italia, l’artista francese, scelta dal duo curatoriale dopo un’attenta attività di ricerca sul campo durante il periodo di residenza a Parigi, invita lo spettatore a un viaggio nell’intimità di quello che potrebbe essere definito come lo studio d’artista, l’atelier dove la Rebet espone la serie dei suoi disegni e una collezione di insoliti gioielli rivisitati. Da sempre dedita alla performance, all’installazione e all’enviroment, per Meltingsun, progetto a cura di Maria Rosa Sossai e Francesco Urbano Ragazzi, l’artista segue la strada di un disegno sviluppato nello spazio, che riesce a uscire dal foglio e materializzarsi tridimensionalmente al di là delle due dimensioni della carta. Accanto a una serie di bozzetti e calchi ottenuti da macchinari metallici, le famose parure della Mellerio dits Meller si trasformano da oggetti regali e patinati a una sorta di amuleti, a tratti affascinanti, a tratti inquietanti.

Che siano gli ingredienti giusti per fare dello spazio di sperimentazione di AlbumArte non solo l’ennesima realtà romana, ma un nuovo punto di partenza per fare ricerca nel campo dell’arte contemporanea? Le premesse ci sono tutte, sarà al pubblico dare le conferme.

Dal 7 ottobre al 13 dicembre
AlbumArte, Via Flaminia 122, Roma
Info: www.albumarte.org

Foto: courtesy AlbumArte Roma

 

 

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