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There is no place like home

Numerosi artisti si sono impossessati temporaneamente di un luogo che diviene dimora per le loro opere: There is no place like home è il titolo del singolare progetto espositivo all’interno di un cantiere edile incompleto situato in via Aurelia Antica 425 a Roma. La collettiva, che avrà inizio questa sera (26 settembre, ore 22.30) e proseguirà per tre giorni non stop, è stata fortemente voluta e organizzata da un gruppo di artisti che hanno deciso di unirsi per portare l’attenzione sul progettare come gesto d’incontro.  La mostra è allestita in una struttura in costruzione: senza muri, con accessi temporanei, una casa dotata solo di elementi portanti; una metafora ideale di questo progetto in fieri che si costruirà nel tempo. Non c’è una regia critica a dettare un tema dominante e il luogo espositivo è assolutamente insolito, precario, mutevole. La scelta di questa modalità di intervento nasce dal desiderio dei quattro artisti organizzatori (Stanislao Di Giugno, Giuseppe Pietroniro, Marco Raparelli, Alessandro Cicoria) con la collaborazione di (di Martina Adami, Giuliana Benassi, Davide Franceschini, Valeria Giampietro e Giulia Lopalco) di voler dare forma a un’azione aggregativa per il gusto di condividere un’esperienza.

Dunque l’anima del progetto è del tutto sperimentale. Lo scopo è inserire nella compagine strutturale del sistema arte, un cambiamento nei rapporti di forza tra le sue componenti principali: curatore, artista, opera, spazio espositivo. Non è solo una riflessione sul valore intrinseco di ciascun elemento, ma vi è l’intenzione di immaginare, con questo tentativo, una differente concezione della mostra. Svincolandosi dai meccanismi del sistema dell’arte contemporanea – determinati ovunque da logiche di mercato – si ritrova la voglia di lavorare per il gusto di farlo, cioè di tornare alla condizione naturale dell’arte: d’essere fatta al di là di ogni scopo. Questo entusiasmo ha spinto gli artisti alla collaborazione per una causa comune, un avvicinamento tra artisti attraverso la condivisione di un progetto che parte dall’individuo per sfociare in forma corale. Essi dimostrano di essere liberi, raggiungendo la libertà nella prassi del lavoro stesso e – volendo utilizzare un linguaggio marxiano – non servendo gli interessi di un padrone, non si sono subordinati alla logica della macchina. 
Espongono nel cantiere di There is no place like home ventinove artisti, tra già affermati e più giovani: Stefano Arienti, Simone Berti, Alessandro Cicoria, Eli Cortiñas, Stanislao Di Giugno, Loredana Di Lillo, Flavio Favelli, Stefania Galegati Shines, Vitoria Gasteiz, Daniele Genadry, Goldiechiari, Thomas Hutton, Giovanni Kronenberg, Michaela M. Langenstein, Emiliano Maggi, Matteo Nasini, Norberto & Scintilla – Antonio Grulli, Nicola Pecoraro, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella, Cesare Pietroiusti, Giuseppe Pietroniro, Luigi Presicce, Daniele Puppi, Marco Raparelli, Max Renkel, Andrea Salvino, Alessandro Sarra, Corrado Sassi, vedovamazzei.

Molti sono dei lavori site-specific, tra questi il bancone bar Terra Terra costruito da Berti con il terreno circostante. Si accede invece alla struttura, salendo i gradoni realizzati da Pietrella, che ha lasciato le impronte nel cemento il 18-09-2014 (giorno del suo compleanno e titolo del lavoro) in armonia con la sua ricerca incentrata sulla ripetizione ossessiva del timbro. Favelli ha realizzato un grande collage con ritagli di poster hard anni’80. Il lavoro Intolerant Freedom di Di Lillo tenta di far sollevare un pensiero sull’incapacità di comprendere parole come libertà e potere inserendosi a pieno nell’anima del progetto. Le lastre di ardesia di Pietroniro dialogano con l’architettura scarna del luogo, come anche e il lavoro di Di Giugno. Tutti i coinvolti nel progetto hanno risposto con entusiasmo all’invito e si sono impegnati nell’occuparsi, non solo della realizzazione dell’opera, ma anche del trasposto e dell’inserimento di questa nello spazio. Finalmente è giunto il giorno dell’inaugurazione, il cantiere di There is no place like home è stato reso agibile e allestito grazie ad un lavoro duro, costante e di cooperazione alla pari. L’inaugurazione è alle 22.30 di venerdì 26 settembre. Inserendosi nella programmazione di Roma Art 2Nights – l’apertura stagionale coordinata di gallerie, accademie straniere e fondazioni capitoline – La mostra There is no place like home avrà una durata continuativa di tre giorni non-stop, con apertura 24 ore su 24, fino al 28 settembre. Una mostra collettiva sui generis, un evento dove oltre a lavori di pittura, scultura, fotografia e installazioni, si terranno una serie di performance (Sassi, Nasini, Pietroiusti, Norberto & Scintilla, Maggi), interventi e dibattiti (Consulta il calendario in fondo.) In loco saranno acquistabili delle stampe, a edizione limitata, realizzate per l’occasione dagli artisti organizzatori e in un secondo momento sarà pubblicato un catalogo, edito da Nero.

Fino al 28 settembre; via Aurelia Antica 425, Roma; info: www.facebook.com

Foto Altrospazio

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