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La collezione Sozzani

Varcando la soglia della nuova sala del Museo diocesano di Milano dedicata alla collezione di Antonio Sozzani, sembra di sentire la fragranza di casa. Dell’ampio scalone che conduceva alla sala da pranzo nell’abitazione del collezionista in via Bigli a Milano rimane la documentazione fotografica, così come dell’esposizione dei disegni nella sua residenza di piazza Campitelli a Roma. Dal 24 gennaio la collezione permanente del museo si è ampliata con l’importante donazione di un nucleo di 104 disegni, corredati di cornice originale, opera di grandi maestri della storia dell’arte e in gran parte selezionati da Giovanni Testori, amico e consulente di Sozzani per la formazione della propria collezione. Dal 2007, anno della donazione, a oggi, il Museo ha lavorato sia a una lunga attività di ricerca e re- stauro che all’ampliamento dei propri spazi espositivi, localizzati in uno dei più prestigiosi complessi monumentali di Milano: la basilica e i chiostri di Sant’Eustorgio, nel cuore di porta Ticinese. Un ampliamento sentito come necessario dal direttore Paolo Biscottini che concepisce il museo come «luogo della contemporaneità», dove «l’arte dialoga con il presente» e quindi «capace di modificarsi continuamente per andare incontro alle nuove esigenze e generazioni». L’allestimento è rigoroso e intimo al tempo stesso: rispettoso dei criteri di quadre- ria, propone una divisione cronologica e per scuole di appartenenza geografica.

La varietà di disegni, collocabili nell’arco di cinque se- coli e riconducibili agli stili più diversi, vengono presentati a partire dall’ambito veneto, lombardo ed emiliano. In quest’ultimo: il maestro del naturalismo bolognese, Ludovico Carracci, di cui è presentato lo Studio del profeta Isaia eseguito a matita nera e gessetto bianco su carta pre- parata blu, che è parte della fase progettuale dell’affresco della cappella Gessi in San Bartolomeo a Bologna. Una proposta nell’ambito del barocco romano è quella relativa a uno studio a sanguigna con la Testa di David, riconducibile alla statua del Bernini: la scioltezza del tratto e la carica espressiva del volto rivelano a tutti gli effetti la mano dell’artista. Cospicuo è anche il nucleo di disegni attribuiti a maestri dell’Ottocento francese: Jacques Louis David, Ingres, Courbet e Manet sono solo alcuni dei nomi presenti. Una linea di contorno netta definisce le figure ed esprime il dramma che si sta compiendo: questi sono i caratteri che accomunano due maestri del romanticismo, da una parte Géricault attraverso uno studio per la Zattera della Medusa, dall’altra Delacroix con una scena di battaglia schizzata ad acquerello bruno e guazzo bianco. Dal mito alla storia passando per il paesaggio: il carboncino di Corot rivela una visione poetica del dato naturale, «un’invenzione grandiosa – racconta Biscottini – quasi il desiderio di racchiudere il paesaggio nel mondo». Tra le opere più importanti scopriamo un inedito disegno di Van Gogh: indubbia è la familiarità che il volto, il naso e l’orecchio suggeriscono con i numerosi autoritratti realizzati dall’artista fra il 1886 ed il 1889. Rapide e morbide pennellate ad acquerello de- finiscono invece il Ritratto di giovane donna di Gauguin, firmato in basso a destra; mentre la sanguigna, grazie alla sua delicatezza, ben si presta alla resa delle forme rotonde del corpo femminile di Renoir. L’apertura al pubblico segna una nuova epoca per la collezione Sozzani, un’epoca di confronto e dialogo con altre opere del museo. «Se è vero – conclude Biscottini – che ogni collezione è una sorta di confessione, questa non rivela soltanto l’amici- zia con uno straordinario storico dell’arte e conoscitore quale fu Testori, ma anche e forse soprattutto l’aspirazione a una bellezza discreta e silenziosa. Il disegno si mostra infatti lentamente, richiede un’osservazione lenta e analitica. Ha in sé l’idea di una perfezione che non è detto possa essere raggiunta o compresa. Silenziosamente racconta il lavoro dell’arte, l’intuizione di forme e movimenti futuri; ha in sé la natura del progetto».

Info: www.museodiocesano.it

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