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Memorie a 8 bit

Tutto e subito. Non è un’espressione di uso comune ma una vera e propria linea guida per molti adolescenti, che nella società 2.0 faticano ad aspettare preferendo bruciare le tappe. Per poi pentirsene. Non è il caso di Sergio Algozzino, che per Tunué pubblica un delizioso volume a fumetti in bianco e nero, Memorie a 8 bit (192 pagine, 9.90 euro), dove – attraverso una serie di racconti brevi (26 micro capitoli) apparentemente privi di un filo conduttore – compone con pazienza un mosaico che è, congiuntamente, quello della sua vita e quello della sua generazione, riprese dall’angolazione di accadimenti piccoli e grandi, minimi oppure importanti, ma a ogni modo sedimentati nella memoria. E dunque, già solo per questo, significativi.

Chi non ha mai collezionato i giochi delle merendine? Chi non ha mai passato le sue giornate a giocare al Commodore 64? E che dire della pianola-mucca della nota marca di yogurt? Momenti costruiti (anche) sull’attesa e sulle aspettative di un esito che presupponeva dei lunghi tempi di conquista. Con una serie di aneddoti a fumetti, Algozzino – che oggi lavora sia in Italia sia in Francia – dà alle stampe un libro (con prefazione di Alessandro Apreda) che, mediante una serie di aneddoti a fumetti, presenta un di romanzo di formazione in chiave pop. Dalle vicissitudini del passato trascorse al liceo o in occasione della visita militare alla casa della nonna nel bordo palermitano di Tommaso Natale alla stazione cittadina di Notarbartolo (Algozzino è natio del capoluogo siciliano). Per narrare queste piccole storie, evitando di annoiare il lettore scrivendosi addosso, l’autore veicola un disegno cartoonistico che regala leggerezza e humor all’intero lavoro. In questo senso sono particolarmente sfiziose le tavole dove l’autore ripercorre la propria esistenza: a partire dall’infanzia («da zero a dodici anni vittima dei miei genitori. Polo azzurrina, occhiali giganti; dalla quinta elementare, capelli con riga di lato») ad oggi («adesso – per quanto ancora? – alterno barba e baffi incolti ai basettoni. Cappello, scarponcini e ho iniziato a credere nelle camicie»). Memorie a 8 bit rappresenta una divertente panoramica autobiografica su oggetti pop, cartoni animati (Heidi, Goldrake, Ciobin, Creamy) e videogame di culto che hanno costellato gli anni Ottanta («i giochi si caricavano col mitico registratore a cassette, la cui prerogativa fondamentale era l’attesa spasmodica, accompagnata da un suono disarmonico di rara bellezza»). Ma, come li definisce Algozzino, «erano davvero altri tempi, e ci si accontentava di poco».

Info: www.tunue.com

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